L’attivazione, per la prima volta, della Direttiva sulla protezione temporanea (DPT) nel marzo 2022, in risposta all’invasione dell’Ucraina, è considerata uno sviluppo positivo che ha garantito l'accesso immediato ad uno status giuridico riconosciuto ed a diritti economici (permesso di soggiorno con la possibilità di svolgere un’attività lavorativa) e sociali (accesso, a determinate condizioni, a misure di supporto) ad oltre 5 milioni di persone in Europa (UNHCR, 2026). A più di quattro anni dall’inizio della guerra nel febbraio 2022, le persone sfollate dall’Ucraina nell’UE si trovano tuttavia ad affrontare crescenti incertezze riguardo al proprio futuro. Le opzioni a lungo termine per gli attuali beneficiari della DPT sono condizionate da un insieme di fattori diversi e potenzialmente in conflitto tra loro: le preoccupazioni per la sicurezza e le ostilità in corso in Ucraina, gli obblighi di protezione dell'UE nei confronti dei 5 milioni di sfollati attualmente presenti nel territorio europeo, nonché le necessità demografiche ed economiche, legate alla carenza di manodopera negli Stati membri dell'UE.
Tra solidarietà e precarietà: le donne ucraine in Italia dopo il febbraio 2022
Viktoryia Vaitovich
2026
Abstract
L’attivazione, per la prima volta, della Direttiva sulla protezione temporanea (DPT) nel marzo 2022, in risposta all’invasione dell’Ucraina, è considerata uno sviluppo positivo che ha garantito l'accesso immediato ad uno status giuridico riconosciuto ed a diritti economici (permesso di soggiorno con la possibilità di svolgere un’attività lavorativa) e sociali (accesso, a determinate condizioni, a misure di supporto) ad oltre 5 milioni di persone in Europa (UNHCR, 2026). A più di quattro anni dall’inizio della guerra nel febbraio 2022, le persone sfollate dall’Ucraina nell’UE si trovano tuttavia ad affrontare crescenti incertezze riguardo al proprio futuro. Le opzioni a lungo termine per gli attuali beneficiari della DPT sono condizionate da un insieme di fattori diversi e potenzialmente in conflitto tra loro: le preoccupazioni per la sicurezza e le ostilità in corso in Ucraina, gli obblighi di protezione dell'UE nei confronti dei 5 milioni di sfollati attualmente presenti nel territorio europeo, nonché le necessità demografiche ed economiche, legate alla carenza di manodopera negli Stati membri dell'UE.| File | Dimensione | Formato | |
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