Se vi è un concetto per il quale i giuristi del lavoro hanno sempre dimostrato un certo attaccamento, quasi morboso seppure più declamato che implementato, se non con l’approvazione di uno Statuto dei diritti dei lavoratori che, soprattutto, nella sua prima parte, identificava la dignità come primario oggetto di tutela nei confronti dei poteri, allora discrezionali, del datore di lavoro, ebbene quello è proprio la dignità. Recentemente affrontato dagli stessi giuristi del lavoro, in una prospettiva certo interdisciplinare1, tale concetto è in grado di dimostrare le sue ragioni fondative nella storia del diritto e della società, nonché il suo atteggiamento valoriale e filosofico; nel senso di un elemento che permea le relazioni sociali e quella di lavoro in particolare.
Dignità del lavoro e civiltà digitale
Gaetano Zilio Grandi
2026
Abstract
Se vi è un concetto per il quale i giuristi del lavoro hanno sempre dimostrato un certo attaccamento, quasi morboso seppure più declamato che implementato, se non con l’approvazione di uno Statuto dei diritti dei lavoratori che, soprattutto, nella sua prima parte, identificava la dignità come primario oggetto di tutela nei confronti dei poteri, allora discrezionali, del datore di lavoro, ebbene quello è proprio la dignità. Recentemente affrontato dagli stessi giuristi del lavoro, in una prospettiva certo interdisciplinare1, tale concetto è in grado di dimostrare le sue ragioni fondative nella storia del diritto e della società, nonché il suo atteggiamento valoriale e filosofico; nel senso di un elemento che permea le relazioni sociali e quella di lavoro in particolare.| File | Dimensione | Formato | |
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