Gli A. presentano le Meditationes vitae Christi e i problemi testuali e contenutistici che l'opera pone. Essa è stata edita criticamente, sia nelle sue redazioni latine (1965 versione breve, a cura di M. Stallings-Taney; 1997 versione lunga, a cura della medesima editrice), sia in alcune delle varie versioni volgari (siciliano, italiano) in cui circolò fin da subito. La narrazione del testo si articola intorno a tre principali nuclei, cui corrispondono altrettante versioni dell'opera: 1) gli eventi prima e durante l'infanzia di Cristo; 2) la vita pubblica di Cristo; 3) gli eventi prima e dopo la passione. A proposito delle redazioni, il cosiddetto Testo maggiore comprende tutte e tre le sequenze narrative e, secondo la critica, sarebbe il nucleo originario dell'opera, il Testo minore la 1 e la 3, mentre la redazione chiamata Meditationes de passione Christi contiene solo la terza. La tradizione degli studi era concorde nell'attribuire il testo a Bonaventura, almeno fino a Fischer, ma è stata superata e altri nomi sono stati proposti (Giacomo da San Gimignano o Giovanni de Caulibus): nell'impossibilità di avere prove certe sull'identità dell'autore si è comunque concordi nel ritenerlo legato alla realtà francescana toscana, ambiente in cui sarebbe stata prodotta l'opera nei primi anni del XIV secolo. Le ragioni delle varie attribuzioni proposte sono discusse nella seconda parte del saggio, che affronta anche i maggiori problemi editoriali che hanno coinvolto il testo. Segue la recensio dei codici individuati dalla tradizione critica (soprattutto da Bonelli e Fischer) organizzati in tre classi: Testo maggiore, Testo minore e Meditationes de passione Christi, cui si aggiungono alcuni frammenti ed estratti. Vengono proposti dagli A. i criteri editoriali della loro edizione: a causa delle difficoltà testuali che la stratificazione redazionale pone e delle scelte spesso arbitrarie dell'editrice precedente, si propone un'edizione parziale che corrisponde a un terzo dell'opera (precisamente tre capitoli per ognuna delle tre sezioni narrative, a formare un'antologia del testo) a partire dall'edizione ottocentesca di A. Peltier, considerata per certi aspetti migliore rispetto a quella Stallings-Taney, eccessivamente ricostruttiva.

Meditationes vitae Christi

Montefusco Antonio
;
Falvay David
2024

Abstract

Gli A. presentano le Meditationes vitae Christi e i problemi testuali e contenutistici che l'opera pone. Essa è stata edita criticamente, sia nelle sue redazioni latine (1965 versione breve, a cura di M. Stallings-Taney; 1997 versione lunga, a cura della medesima editrice), sia in alcune delle varie versioni volgari (siciliano, italiano) in cui circolò fin da subito. La narrazione del testo si articola intorno a tre principali nuclei, cui corrispondono altrettante versioni dell'opera: 1) gli eventi prima e durante l'infanzia di Cristo; 2) la vita pubblica di Cristo; 3) gli eventi prima e dopo la passione. A proposito delle redazioni, il cosiddetto Testo maggiore comprende tutte e tre le sequenze narrative e, secondo la critica, sarebbe il nucleo originario dell'opera, il Testo minore la 1 e la 3, mentre la redazione chiamata Meditationes de passione Christi contiene solo la terza. La tradizione degli studi era concorde nell'attribuire il testo a Bonaventura, almeno fino a Fischer, ma è stata superata e altri nomi sono stati proposti (Giacomo da San Gimignano o Giovanni de Caulibus): nell'impossibilità di avere prove certe sull'identità dell'autore si è comunque concordi nel ritenerlo legato alla realtà francescana toscana, ambiente in cui sarebbe stata prodotta l'opera nei primi anni del XIV secolo. Le ragioni delle varie attribuzioni proposte sono discusse nella seconda parte del saggio, che affronta anche i maggiori problemi editoriali che hanno coinvolto il testo. Segue la recensio dei codici individuati dalla tradizione critica (soprattutto da Bonelli e Fischer) organizzati in tre classi: Testo maggiore, Testo minore e Meditationes de passione Christi, cui si aggiungono alcuni frammenti ed estratti. Vengono proposti dagli A. i criteri editoriali della loro edizione: a causa delle difficoltà testuali che la stratificazione redazionale pone e delle scelte spesso arbitrarie dell'editrice precedente, si propone un'edizione parziale che corrisponde a un terzo dell'opera (precisamente tre capitoli per ognuna delle tre sezioni narrative, a formare un'antologia del testo) a partire dall'edizione ottocentesca di A. Peltier, considerata per certi aspetti migliore rispetto a quella Stallings-Taney, eccessivamente ricostruttiva.
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