Il saggio analizza il rapporto tra Chiara d’Assisi e la scrittura, a partire da una miniatura quattrocentesca conservata nel manoscritto Thennenbach 4 della Badische Landesbibliothek di Karlsruhe. L’immagine di Chiara intenta a scrivere offre lo spunto per interrogare il ruolo dello scritto nella costruzione della memoria e dell’autorità femminile. Il confronto con Francesco mostra due concezioni differenti della scrittura, accomunate dal valore attribuito alla trasmissione della propria esperienza religiosa. Nel caso di Chiara, lo scritto diviene soprattutto strumento di legittimazione della scelta della povertà e di continuità della comunità di San Damiano. Il Testamento, la Regola e le lettere ad Agnese di Boemia mostrano una piena consapevolezza della funzione normativa, memoriale e letteraria del testo. Particolare attenzione è dedicata alla cultura delle sorores litteratae e alla formazione di una comunità testuale femminile. L’analisi delle lettere evidenzia inoltre l’elevato grado di elaborazione retorica e letteraria della scrittura di Chiara. Il saggio considera infine il problema della sua autorialità e dell’eventuale intervento di scriventi professionali. La questione viene riletta anche alla luce del persistente pregiudizio che tende a ridimensionare la capacità letteraria delle donne medievali. La scrittura di Chiara emerge così come uno strumento decisivo di autorità, memoria e resistenza, capace di trasmettere la sua voce oltre la clausura.
Scrivere non è solo una questione da maschi
Montefusco, Antonio
2026
Abstract
Il saggio analizza il rapporto tra Chiara d’Assisi e la scrittura, a partire da una miniatura quattrocentesca conservata nel manoscritto Thennenbach 4 della Badische Landesbibliothek di Karlsruhe. L’immagine di Chiara intenta a scrivere offre lo spunto per interrogare il ruolo dello scritto nella costruzione della memoria e dell’autorità femminile. Il confronto con Francesco mostra due concezioni differenti della scrittura, accomunate dal valore attribuito alla trasmissione della propria esperienza religiosa. Nel caso di Chiara, lo scritto diviene soprattutto strumento di legittimazione della scelta della povertà e di continuità della comunità di San Damiano. Il Testamento, la Regola e le lettere ad Agnese di Boemia mostrano una piena consapevolezza della funzione normativa, memoriale e letteraria del testo. Particolare attenzione è dedicata alla cultura delle sorores litteratae e alla formazione di una comunità testuale femminile. L’analisi delle lettere evidenzia inoltre l’elevato grado di elaborazione retorica e letteraria della scrittura di Chiara. Il saggio considera infine il problema della sua autorialità e dell’eventuale intervento di scriventi professionali. La questione viene riletta anche alla luce del persistente pregiudizio che tende a ridimensionare la capacità letteraria delle donne medievali. La scrittura di Chiara emerge così come uno strumento decisivo di autorità, memoria e resistenza, capace di trasmettere la sua voce oltre la clausura.| File | Dimensione | Formato | |
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