Le esperienze maturate nei diversi percorsi fin qui analizzati hanno chiaramente evidenziato come la Twin Transition – intesa come integra-zione sinergica tra trasformazione digitale e transizione sostenibile – rap-presenti oggi una delle sfide più complesse e strategicamente rilevanti per le imprese. Come già sottolineato, non si tratta soltanto di adottare nuove tecnologie digitali o di ridurre l’impatto ambientale dei processi produttivi, ma di ripensare in chiave strategica modelli organizzativi, logiche decisio-nali e pratiche operative. La letteratura sulla digital transformation eviden-zia infatti come il cambiamento tecnologico sia in grado di generare valore solo quando accompagnato da un’evoluzione coerente sul piano organizza-tivo, strategico e culturale (Vial, 2019).In questa prospettiva, le imprese sono chiamate a interrogarsi su come la trasformazione digitale possa agire da leva per la sostenibilità e suppor-tare in modo efficace la Twin Transition. A tal fine, risulta fondamentale coinvolgere l’intera organizzazione, attivando processi di change mana-gement capaci di tradursi in soluzioni e azioni concrete e di sostenere lo sviluppo di una cultura condivisa, nella quale la trasformazione digitale sia riconosciuta come un investimento strategico anche in termini di impatto ambientale e sociale.Secondo questa logica, all’interno del Progetto PID Veneto, le tre Uni-versità hanno co-progettato e realizzato congiuntamente il quarto e ultimo percorso formativo dedicato agli approcci strategici alla Twin Transition, con l’obiettivo di accompagnare le PMI partecipanti nell’ampliamento dei propri orizzonti organizzativi e decisionali.Al quarto percorso hanno partecipato complessivamente 34 imprese provenienti da tutte le province del Veneto, più della metà delle quali ap-partenente al settore dei servizi (52,9%) (Figura 10). Troviamo poi alcune imprese appartenenti ai settori dell’industria/manifattura (23,5%) e del commercio (14,7%), mentre è decisamente inferiore la presenza di imprese specializzate in artigianato (5,9%) e agricoltura (2 ,9%).

Imparare a cambiare: il framework di innovazione collaborativa validato con le PMI

Buonsante N.;Colapinto C.;Finotto V.;Pavan D.;Eleonora Di Maria;Andrea Furlan;
2026

Abstract

Le esperienze maturate nei diversi percorsi fin qui analizzati hanno chiaramente evidenziato come la Twin Transition – intesa come integra-zione sinergica tra trasformazione digitale e transizione sostenibile – rap-presenti oggi una delle sfide più complesse e strategicamente rilevanti per le imprese. Come già sottolineato, non si tratta soltanto di adottare nuove tecnologie digitali o di ridurre l’impatto ambientale dei processi produttivi, ma di ripensare in chiave strategica modelli organizzativi, logiche decisio-nali e pratiche operative. La letteratura sulla digital transformation eviden-zia infatti come il cambiamento tecnologico sia in grado di generare valore solo quando accompagnato da un’evoluzione coerente sul piano organizza-tivo, strategico e culturale (Vial, 2019).In questa prospettiva, le imprese sono chiamate a interrogarsi su come la trasformazione digitale possa agire da leva per la sostenibilità e suppor-tare in modo efficace la Twin Transition. A tal fine, risulta fondamentale coinvolgere l’intera organizzazione, attivando processi di change mana-gement capaci di tradursi in soluzioni e azioni concrete e di sostenere lo sviluppo di una cultura condivisa, nella quale la trasformazione digitale sia riconosciuta come un investimento strategico anche in termini di impatto ambientale e sociale.Secondo questa logica, all’interno del Progetto PID Veneto, le tre Uni-versità hanno co-progettato e realizzato congiuntamente il quarto e ultimo percorso formativo dedicato agli approcci strategici alla Twin Transition, con l’obiettivo di accompagnare le PMI partecipanti nell’ampliamento dei propri orizzonti organizzativi e decisionali.Al quarto percorso hanno partecipato complessivamente 34 imprese provenienti da tutte le province del Veneto, più della metà delle quali ap-partenente al settore dei servizi (52,9%) (Figura 10). Troviamo poi alcune imprese appartenenti ai settori dell’industria/manifattura (23,5%) e del commercio (14,7%), mentre è decisamente inferiore la presenza di imprese specializzate in artigianato (5,9%) e agricoltura (2 ,9%).
2026
Viaggiatori nella complessità. Mappare il senso della trasformazione
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