Lo spazio intermedio non è un intervallo vuoto né una semplice pausa tra due stati. È una soglia dinamica. Si manifesta nel momento in cui qualcosa sta per concludersi e ciò che segue non è ancora iniziato. Non coincide con la fine né con l’origine, ma con il campo di tensione che le attraversa. Nelle liriche di Anna Senatore, lo spazio intermedio assume una forma temporale ed emotiva. È l’istante sospeso tra notte e aurora, tra dolore e quiete, tra attesa e trasformazione. La transizione non è brusca: è graduale, modulata, progressiva. Nei disegni di Adriana Sgobba questa stessa dinamica si traduce visivamente. Le linee non delimitano, ma attraversano. Le figure emergono da uno sfondo non definito. I volti non sono compiuti: si stanno formando. L’immagine non chiude, ma apre. Lo spazio intermedio diventa così configurazione. Non è assenza. È densità. In questa prospettiva, la poesia e il disegno non vengono osservati solo come espressioni artistiche, ma come strutture analizzabili. La soglia può essere descritta, osservata, modellizzata. Il presente lavoro nasce all’interno degli studi di Digital Humanities, con l’intento di individuare meccanismi di rilevazione capaci di descrivere la ricorsività della forza tonale. La domanda che guida questa ricerca è: Lo spazio intermedio può essere misurabile e quantificabile nella sua struttura ricorsiva, al fine di rilevare configurazioni dell’umano?

L’Automa nello spazio intermedio. Liriche di Anna Senatore

Ritamaria Bucciarelli;
2026

Abstract

Lo spazio intermedio non è un intervallo vuoto né una semplice pausa tra due stati. È una soglia dinamica. Si manifesta nel momento in cui qualcosa sta per concludersi e ciò che segue non è ancora iniziato. Non coincide con la fine né con l’origine, ma con il campo di tensione che le attraversa. Nelle liriche di Anna Senatore, lo spazio intermedio assume una forma temporale ed emotiva. È l’istante sospeso tra notte e aurora, tra dolore e quiete, tra attesa e trasformazione. La transizione non è brusca: è graduale, modulata, progressiva. Nei disegni di Adriana Sgobba questa stessa dinamica si traduce visivamente. Le linee non delimitano, ma attraversano. Le figure emergono da uno sfondo non definito. I volti non sono compiuti: si stanno formando. L’immagine non chiude, ma apre. Lo spazio intermedio diventa così configurazione. Non è assenza. È densità. In questa prospettiva, la poesia e il disegno non vengono osservati solo come espressioni artistiche, ma come strutture analizzabili. La soglia può essere descritta, osservata, modellizzata. Il presente lavoro nasce all’interno degli studi di Digital Humanities, con l’intento di individuare meccanismi di rilevazione capaci di descrivere la ricorsività della forza tonale. La domanda che guida questa ricerca è: Lo spazio intermedio può essere misurabile e quantificabile nella sua struttura ricorsiva, al fine di rilevare configurazioni dell’umano?
2026
978-88-99640-52-1
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
L_AUTOMA DELLO SPAZIO INTERMEDIO.pdf

accesso aperto

Tipologia: Documento in Post-print
Licenza: Creative commons
Dimensione 918.55 kB
Formato Adobe PDF
918.55 kB Adobe PDF Visualizza/Apri

I documenti in ARCA sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10278/5114768
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact