Data la mancanza di fonti scritte a Padova e in Ungheria, sono soprattutto i documenti fiorentini a mostrare l’esistenza di questa triangolazione nella diplomazia e nel circuito internazionale del denaro. Di conseguenza, la centralità dei dibattiti politici del ceto dirigente fiorentino nella documentazione disponibile può sbilanciare in diversi modi la nostra percezione dello sviluppo di questi rapporti. Ciò nonostante, sembra indiscutibile che senza l’angolazione fiorentina, i rapporti tra la Padova di Francesco il Vecchio e l’Ungheria di Luigi il Grande sarebbero sottovalutati. I registri dei consigli segreti, le «consulte e pratiche», verbalizzati da Salutati, riportano in forma abbreviata e tradotta dal volgare al latino il contenuto dei discorsi di quei politici che presero la parola nei dibattiti. Ancora, la corrispondenza della cancelleria, sempre vigilata e spesso firmata di mano del cancelliere stesso, mette a fuoco alcuni elementi chiave di questa interazione diplomatica. Accanto ad essi, la cronaca del cancelliere padovano, Nicoletto d’Alessio (ca. 1320-1393) intitolata La storia della guerra per i confini cita alcuni personaggi che risultano significativi in questi rapporti. Per mostrare alcuni aspetti delle dinamiche all’interno di questi legami tra Firenze, Padova e l’Ungheria, il presente saggio prende in esame tre fenomeni strettamente legati tra di loro: in primo luogo, il credito in funzione di strumento della diplomazia, che creò delle opportunità perché i tre soggetti politici potessero realizzare i propri obiettivi diplomatici. La seconda parte si focalizza invece su alcuni uomini d’affari in veste di mediatori diplomatici. Il saggio si chiude infine con una breve valutazione della funzione di rappresentanza diplomatica del consolato commerciale “italiano” stabilitosi a Buda.

Commercio e diplomazia tra Firenze, Padova e il Regno d’Ungheria dalla conquista di Zara (1357) alla conquista di Napoli (1381)

Prajda K
2022

Abstract

Data la mancanza di fonti scritte a Padova e in Ungheria, sono soprattutto i documenti fiorentini a mostrare l’esistenza di questa triangolazione nella diplomazia e nel circuito internazionale del denaro. Di conseguenza, la centralità dei dibattiti politici del ceto dirigente fiorentino nella documentazione disponibile può sbilanciare in diversi modi la nostra percezione dello sviluppo di questi rapporti. Ciò nonostante, sembra indiscutibile che senza l’angolazione fiorentina, i rapporti tra la Padova di Francesco il Vecchio e l’Ungheria di Luigi il Grande sarebbero sottovalutati. I registri dei consigli segreti, le «consulte e pratiche», verbalizzati da Salutati, riportano in forma abbreviata e tradotta dal volgare al latino il contenuto dei discorsi di quei politici che presero la parola nei dibattiti. Ancora, la corrispondenza della cancelleria, sempre vigilata e spesso firmata di mano del cancelliere stesso, mette a fuoco alcuni elementi chiave di questa interazione diplomatica. Accanto ad essi, la cronaca del cancelliere padovano, Nicoletto d’Alessio (ca. 1320-1393) intitolata La storia della guerra per i confini cita alcuni personaggi che risultano significativi in questi rapporti. Per mostrare alcuni aspetti delle dinamiche all’interno di questi legami tra Firenze, Padova e l’Ungheria, il presente saggio prende in esame tre fenomeni strettamente legati tra di loro: in primo luogo, il credito in funzione di strumento della diplomazia, che creò delle opportunità perché i tre soggetti politici potessero realizzare i propri obiettivi diplomatici. La seconda parte si focalizza invece su alcuni uomini d’affari in veste di mediatori diplomatici. Il saggio si chiude infine con una breve valutazione della funzione di rappresentanza diplomatica del consolato commerciale “italiano” stabilitosi a Buda.
2022
Luigi il Grande Rex Hungariae: Guerre, arti e mobilità tra Padova, Buda e l’Europa al tempo dei Carraresi
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