Questo volume, dedicato all’oggetto archeologico appartenente alla fase tardoantica di Equilo, restituisce un fermo immagine molto preciso e chiaro di un momento chiave della storia del sito: se non proprio le origini (ma quando mai le origini sono un punto fermo nello spazio e nel tempo?), certamente la fase che vede valorizzato questo territorio, per la prima volta, in una direzione che le era e le è propria, cioè quella itineraria. Per motivi facilmente intuibili, data la sua posizione, in un momento imprecisato del IV secolo si decise (molto probabilmente da parte di un’autorità pubblica) di realizzare un complesso edilizio funzionale alla mobilità di persone, animali e cose che si muovevano lungo un percorso endo-lagunare, in stretta connessione con un altro centro che si sviluppa nella tarda Antichità – e che gran parte avrà nella storia di Venezia e della laguna –, cioè Cittanova. Il legame tra questi due luoghi è certificato dalla loro vicinanza e dalle connessioni che venivano loro garantite da un canale, ma si spiega storicamente molto bene in quanto Equilo costituisce il terminale voluto di una viabilità che dal mare arrivava fino alla via Annia, la consolare più importante di quel territorio. Ciò non significa che l’un centro sia, politicamente, dipendente dall’altro, dal momento che le loro vicende sembrano seguire percorsi paralleli ma autonomi, anche nell’espressione di un’autorità religiosa che vedrà istituirsi sia a Cittanova che a Equilo nel corso dell’alto Medioevo.

Equilo: una mansio tardoantica nell'alto Adriatico. Nuova ediz

Alessandra Cianciosi
Data Curation
2025

Abstract

Questo volume, dedicato all’oggetto archeologico appartenente alla fase tardoantica di Equilo, restituisce un fermo immagine molto preciso e chiaro di un momento chiave della storia del sito: se non proprio le origini (ma quando mai le origini sono un punto fermo nello spazio e nel tempo?), certamente la fase che vede valorizzato questo territorio, per la prima volta, in una direzione che le era e le è propria, cioè quella itineraria. Per motivi facilmente intuibili, data la sua posizione, in un momento imprecisato del IV secolo si decise (molto probabilmente da parte di un’autorità pubblica) di realizzare un complesso edilizio funzionale alla mobilità di persone, animali e cose che si muovevano lungo un percorso endo-lagunare, in stretta connessione con un altro centro che si sviluppa nella tarda Antichità – e che gran parte avrà nella storia di Venezia e della laguna –, cioè Cittanova. Il legame tra questi due luoghi è certificato dalla loro vicinanza e dalle connessioni che venivano loro garantite da un canale, ma si spiega storicamente molto bene in quanto Equilo costituisce il terminale voluto di una viabilità che dal mare arrivava fino alla via Annia, la consolare più importante di quel territorio. Ciò non significa che l’un centro sia, politicamente, dipendente dall’altro, dal momento che le loro vicende sembrano seguire percorsi paralleli ma autonomi, anche nell’espressione di un’autorità religiosa che vedrà istituirsi sia a Cittanova che a Equilo nel corso dell’alto Medioevo.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10278/5114233
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