Questo volume raccoglie sei saggi, di natura e dimensioni non necessariamente omogenee, dedicati ai vari volti del Levante che si affacciano a Venezia. Un Levante che, i due curatori tengono a sottolineare, definisce e determina in modo strutturale – come fatto interno – la pur sempre cangiante identità culturale, estetica, politica della città lagunare. Ebrei, greci, armeni, turchi, persiani, indiani, giapponesi, insieme ad altre presenze (e immaginari) che non abbiamo potuto includere nel libro, hanno infatti conferito a Venezia la sua natura unica di città aperta, alter ego adriatico di una Costantinopoli/Istanbul mai veramente perduta di vista. Qui, nella capitale boreale del Mediterraneo, oggi sommersa da un flusso turistico distruttivo e omogeneizzante, quelle presenze si fanno arte e memoria, radicate (e resistenti) con discrezione tra i campi e le calli: è soprattutto il desiderio di ripercorrere e far ripercorrere questi itinerari spesso invisibili a unire i sei capitoli del libro, tutti opera di docenti cafoscarini, con la sola eccezione di Marta Boscolo, direttrice del Museo di Arte Orientale di Venezia. Il volume è impreziosito dall'introduzione di uno storico d'eccezione, Mario Infelise, e da una nota conclusiva del maestro della turcologia veneziana, Giampiero Bellingeri

Orienti lagunari. Itinerari del Levante a Venezia

PELLO', Stefano;FERRARI, Aldo
2025

Abstract

Questo volume raccoglie sei saggi, di natura e dimensioni non necessariamente omogenee, dedicati ai vari volti del Levante che si affacciano a Venezia. Un Levante che, i due curatori tengono a sottolineare, definisce e determina in modo strutturale – come fatto interno – la pur sempre cangiante identità culturale, estetica, politica della città lagunare. Ebrei, greci, armeni, turchi, persiani, indiani, giapponesi, insieme ad altre presenze (e immaginari) che non abbiamo potuto includere nel libro, hanno infatti conferito a Venezia la sua natura unica di città aperta, alter ego adriatico di una Costantinopoli/Istanbul mai veramente perduta di vista. Qui, nella capitale boreale del Mediterraneo, oggi sommersa da un flusso turistico distruttivo e omogeneizzante, quelle presenze si fanno arte e memoria, radicate (e resistenti) con discrezione tra i campi e le calli: è soprattutto il desiderio di ripercorrere e far ripercorrere questi itinerari spesso invisibili a unire i sei capitoli del libro, tutti opera di docenti cafoscarini, con la sola eccezione di Marta Boscolo, direttrice del Museo di Arte Orientale di Venezia. Il volume è impreziosito dall'introduzione di uno storico d'eccezione, Mario Infelise, e da una nota conclusiva del maestro della turcologia veneziana, Giampiero Bellingeri
2025
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