La vita eterna è un’illusione. Per noi esseri umani, ma anche per le cose, benché queste possano avere molte più vite di noi. La medicina allunga le nostre vite, ma noi invecchiamo comunque, inesorabilmente; il restauro allunga le vite dei monumenti, ma spesso siamo chiamati a fare scelte difficili per conciliare il desiderio di eternità con la sostenibilità economica. Quando sono le comunità a compiere queste scelte, quali obiettivi perseguono e come garantiscono la sostenibilità? È possibile immaginare che tali comunità – o persino dei privati – si assumano l’onere di conservare e curare beni (magari seriali) a cui lo Stato fatica a trovare collocazione? È legittimo, per lo Stato, parlare di ‘scarto’? E come lo gestiamo e regolamentiamo? Possiamo immaginare che approcci alternativi possano stimolare nelle comunità una consapevolezza maggiore della complessità dei beni culturali?
La sfida
Sara Bonini BaraldiInvestigation
;Diego Calaon
Conceptualization
;Cinzia Dal MasoWriting – Original Draft Preparation
;Luigi MagniniInvestigation
;Claudia PizzinatoInvestigation
2025
Abstract
La vita eterna è un’illusione. Per noi esseri umani, ma anche per le cose, benché queste possano avere molte più vite di noi. La medicina allunga le nostre vite, ma noi invecchiamo comunque, inesorabilmente; il restauro allunga le vite dei monumenti, ma spesso siamo chiamati a fare scelte difficili per conciliare il desiderio di eternità con la sostenibilità economica. Quando sono le comunità a compiere queste scelte, quali obiettivi perseguono e come garantiscono la sostenibilità? È possibile immaginare che tali comunità – o persino dei privati – si assumano l’onere di conservare e curare beni (magari seriali) a cui lo Stato fatica a trovare collocazione? È legittimo, per lo Stato, parlare di ‘scarto’? E come lo gestiamo e regolamentiamo? Possiamo immaginare che approcci alternativi possano stimolare nelle comunità una consapevolezza maggiore della complessità dei beni culturali?| File | Dimensione | Formato | |
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