La prospettiva di Soffici si nega alla tragedia e alla religione perché identifica tali opzioni con la necessità ri-costruttiva di una possibile verità (ontologica e morale) che per lui è definitivamente, e giustamente, franata, lasciando il posto a un reale che, impossibilitato ad essere ricompreso nelle forme classificanti della razionalità o della fede, si pone dinnanzi a queste come elemento ironico e sfuggente che necessita di una rappresentazione altrettanto ironica e altrettanto sfuggente, da lui identificata nei presupposti impressionistici che a breve produranno l’Arlecchino e il Giornale di bordo.

Soffici vs. Jahier. La polemica del 1912 su Claudel come epicentro dei dissidi vociani

Mimmo (Domenico) Cangiano
2024

Abstract

La prospettiva di Soffici si nega alla tragedia e alla religione perché identifica tali opzioni con la necessità ri-costruttiva di una possibile verità (ontologica e morale) che per lui è definitivamente, e giustamente, franata, lasciando il posto a un reale che, impossibilitato ad essere ricompreso nelle forme classificanti della razionalità o della fede, si pone dinnanzi a queste come elemento ironico e sfuggente che necessita di una rappresentazione altrettanto ironica e altrettanto sfuggente, da lui identificata nei presupposti impressionistici che a breve produranno l’Arlecchino e il Giornale di bordo.
2024
«El dolce tempo ancor tutti ci invita». Per Tiziano Zanato
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