Si dice di Voltaire che nel 1726 fosse partito per l’Inghilterra come poeta, e che ne fosse ritornato filosofo. Eppure, da molto prima, ebbe a disposizione tutto ciò che gli serviva per brandire i temi della religione naturale, la superstizione, il fanatismo, la tolleranza civile e religiosa e per mettere in dubbio l’attendibilità della definizione teologica del dogma rivelato. Tracce eloquenti di questa sua prima e precocissima sortita armata ai danni dell’infâme, rinveniamo nel sottotesto della più eccentrica e inattesa tra le fonti storico-filosofiche del Voltaire giovanissimo: un’opera teatrale andata in scena nel 1718. Il secolo dei Lumi fu per davvero un “secolo libertino”? Da sempre sul libertinismo di pensiero grava un malinteso che è anche una maledizione: di non venire mai preso abbastanza sul serio. Sul primo apprendistato filosofico di Voltaire e sul suo entourage pesano ancora una serie di pregiudizi letterari, di assunti e illazioni mai veramente dimostrati su base documentaria, dati però come acquisiti persino in sede storica. Fabbricata a sfida in pieno Ottocento, in ambito critico e giornalistico, la leggenda del “Settecento libertino” vive e combatte tra noi. E continua a far danni.

Voltaire epicureo. Il mito del "Settecento libertino"

G. TOCCHINI
In corso di stampa

Abstract

Si dice di Voltaire che nel 1726 fosse partito per l’Inghilterra come poeta, e che ne fosse ritornato filosofo. Eppure, da molto prima, ebbe a disposizione tutto ciò che gli serviva per brandire i temi della religione naturale, la superstizione, il fanatismo, la tolleranza civile e religiosa e per mettere in dubbio l’attendibilità della definizione teologica del dogma rivelato. Tracce eloquenti di questa sua prima e precocissima sortita armata ai danni dell’infâme, rinveniamo nel sottotesto della più eccentrica e inattesa tra le fonti storico-filosofiche del Voltaire giovanissimo: un’opera teatrale andata in scena nel 1718. Il secolo dei Lumi fu per davvero un “secolo libertino”? Da sempre sul libertinismo di pensiero grava un malinteso che è anche una maledizione: di non venire mai preso abbastanza sul serio. Sul primo apprendistato filosofico di Voltaire e sul suo entourage pesano ancora una serie di pregiudizi letterari, di assunti e illazioni mai veramente dimostrati su base documentaria, dati però come acquisiti persino in sede storica. Fabbricata a sfida in pieno Ottocento, in ambito critico e giornalistico, la leggenda del “Settecento libertino” vive e combatte tra noi. E continua a far danni.
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