Che cosa accade nel momento in cui entrano in contatto migranti irregolari e servizi pubblici? In quale modo i migranti irregolari riescono ad accedere ai servizi essenziali evitando al tempo stesso le sanzioni previste dalla legge? Quale tipo di strategia può sostituire l‘indisponibilità di un’identità pubblicamente riconosciuta? Quale tipo di rappresentazioni e di narrazioni sviluppano i migranti per descrivere la loro condizione? La ricerca è nata dalla considerazione, effettuata in sede di osservatorio sociale regionale, che nel rapporto tra immigrazione irregolare e servizi di prima accoglienza non vi siano, allo stato attuale, elementi conoscitivi soddisfacenti. Le numerose indagini sull’immigrazione in Toscana, infatti, per lo più tagliate sul tema della regolarità della presenza, anche laddove abbiano una sezione specifica dedicata alla dimensione della irregolarità, non sono state costruite intorno al tema del rapporto tra migranti e accoglienza primaria sul territorio. I servizi, dal canto loro, sono studiati per lo più nel loro rapporto con l’utente generico e non con questo particolare caso specifico. Negli ultimi anni il tema dell’irregolarità e dell’accesso alle prestazioni socio-sanitarie è divenuto centrale nel dibattito pubblico. L'introduzione nell’ordinamento del reato di immigrazione irregolare (art. 10-bis del Dlgs. 286/1998, così come introdotto dalla legge n. 94 del 15 luglio 2009) Alla luce di questo assunto, la ricerca è stata impostata proprio nel cercare di comprendere il rapporto tra irregolarità e servizi in termini dinamici e processuali, cercando di esplorare i meccanismi, istituzionali e informali, che caratterizzano questo processo, che lo direzionano, influenzandone gli esiti finali. Da una parte, cercando di capire come si realizza l'interazione, mettendo in luce i percorsi di accesso, i nessi di tali percorsi con il funzionamento delle reti informali e comunitarie e la natura delle relazioni (fiduciarie, conflittuali, problematiche) tra sistema dei servizi ed utenza non regolare; dall'altra, analizzando i percorsi biografici di migranti privi di permesso di soggiorno.

L’incontro tra servizi e irregolarità nel racconto degli operatori

Trentanove Federico
2012

Abstract

Che cosa accade nel momento in cui entrano in contatto migranti irregolari e servizi pubblici? In quale modo i migranti irregolari riescono ad accedere ai servizi essenziali evitando al tempo stesso le sanzioni previste dalla legge? Quale tipo di strategia può sostituire l‘indisponibilità di un’identità pubblicamente riconosciuta? Quale tipo di rappresentazioni e di narrazioni sviluppano i migranti per descrivere la loro condizione? La ricerca è nata dalla considerazione, effettuata in sede di osservatorio sociale regionale, che nel rapporto tra immigrazione irregolare e servizi di prima accoglienza non vi siano, allo stato attuale, elementi conoscitivi soddisfacenti. Le numerose indagini sull’immigrazione in Toscana, infatti, per lo più tagliate sul tema della regolarità della presenza, anche laddove abbiano una sezione specifica dedicata alla dimensione della irregolarità, non sono state costruite intorno al tema del rapporto tra migranti e accoglienza primaria sul territorio. I servizi, dal canto loro, sono studiati per lo più nel loro rapporto con l’utente generico e non con questo particolare caso specifico. Negli ultimi anni il tema dell’irregolarità e dell’accesso alle prestazioni socio-sanitarie è divenuto centrale nel dibattito pubblico. L'introduzione nell’ordinamento del reato di immigrazione irregolare (art. 10-bis del Dlgs. 286/1998, così come introdotto dalla legge n. 94 del 15 luglio 2009) Alla luce di questo assunto, la ricerca è stata impostata proprio nel cercare di comprendere il rapporto tra irregolarità e servizi in termini dinamici e processuali, cercando di esplorare i meccanismi, istituzionali e informali, che caratterizzano questo processo, che lo direzionano, influenzandone gli esiti finali. Da una parte, cercando di capire come si realizza l'interazione, mettendo in luce i percorsi di accesso, i nessi di tali percorsi con il funzionamento delle reti informali e comunitarie e la natura delle relazioni (fiduciarie, conflittuali, problematiche) tra sistema dei servizi ed utenza non regolare; dall'altra, analizzando i percorsi biografici di migranti privi di permesso di soggiorno.
Zone d'ombra. Migranti irregolari, operatori e servizi socio-sanitari
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