Tra i più interessanti prodotti della stagione letteraria milanese tra Quattro e Cinquecento, la Cerva bianca è un’opera che offre numerosi livelli di lettura. Grazie alla sua abilità, l’autore utilizza infatti l’allegoria per comporre una rappresentazione della ricerca del sommo bene in chiave neoplatonica senza tuttavia rinunciare a un racconto del mondo che ha davanti agli occhi, ossia la Milano contesa tra Sforza e Francesi. Il volume presenta un aggiornamento dell’edizione critica e offre un commentostorico–letterario che tenta di dare conto della complessità del testo ponendolo al culmine dell’evoluzione del simbolo, molto fortunato in letteratura, della cerva bianca, di cui ricostruisce la vicenda.

Commento storico-critico alla Cerva bianca di Antonio Fileremo Fregoso

Stefano Pezze'
2019

Abstract

Tra i più interessanti prodotti della stagione letteraria milanese tra Quattro e Cinquecento, la Cerva bianca è un’opera che offre numerosi livelli di lettura. Grazie alla sua abilità, l’autore utilizza infatti l’allegoria per comporre una rappresentazione della ricerca del sommo bene in chiave neoplatonica senza tuttavia rinunciare a un racconto del mondo che ha davanti agli occhi, ossia la Milano contesa tra Sforza e Francesi. Il volume presenta un aggiornamento dell’edizione critica e offre un commentostorico–letterario che tenta di dare conto della complessità del testo ponendolo al culmine dell’evoluzione del simbolo, molto fortunato in letteratura, della cerva bianca, di cui ricostruisce la vicenda.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10278/5006281
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