“La cosa più abbondante sulla terra è il paesaggio. Anche se tutto il resto manca, di paesaggio ce n’è sempre stato d’avanzo, un’abbondanza che solo per un miracolo instancabile si spiega, giacché il paesaggio è senza dubbio precedente all'uomo e nonostante ciò, pur esistendo da tanto, non è esaurito ancora” . In verità, disquisendo di paesaggio, è possibile, e necessario, spingere oltre le seducenti parole di José Saramago. Poiché il paesaggio è sì abbondante, ma talmente abbondante, e così del resto credo intendesse lo stesso autore, da essere ovunque. Fuori da pur possibili approcci “oggettivi” a un paesaggio che esula dalla presenza di un soggetto osservante o dalla necessità di superamento della nozione stessa di paesaggio , questo è ovunque lo si percepisca e ovunque (ce) lo si rappresenti. Il paesaggio, dunque, è onnipresente, ma, come ricorda Claudio Ferrata, “diventa veramente tale quando possiamo vederlo, ascoltarlo, annusarlo, quindi quando mettiamo in campo tutti i nostri sensi” .

Perché discutere di paesaggio, oggi, in Valtellina

L. Bonardi
2014

Abstract

“La cosa più abbondante sulla terra è il paesaggio. Anche se tutto il resto manca, di paesaggio ce n’è sempre stato d’avanzo, un’abbondanza che solo per un miracolo instancabile si spiega, giacché il paesaggio è senza dubbio precedente all'uomo e nonostante ciò, pur esistendo da tanto, non è esaurito ancora” . In verità, disquisendo di paesaggio, è possibile, e necessario, spingere oltre le seducenti parole di José Saramago. Poiché il paesaggio è sì abbondante, ma talmente abbondante, e così del resto credo intendesse lo stesso autore, da essere ovunque. Fuori da pur possibili approcci “oggettivi” a un paesaggio che esula dalla presenza di un soggetto osservante o dalla necessità di superamento della nozione stessa di paesaggio , questo è ovunque lo si percepisca e ovunque (ce) lo si rappresenti. Il paesaggio, dunque, è onnipresente, ma, come ricorda Claudio Ferrata, “diventa veramente tale quando possiamo vederlo, ascoltarlo, annusarlo, quindi quando mettiamo in campo tutti i nostri sensi” .
Paesaggi valtellinesi : trasformazione del territorio, culturae identità locale
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/10278/5003951
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