In questo capitolo introduttivo si cerca di definire la posizione occupata dai problemi teorici legati alla traduzione del cinese in seno alla disciplina dei translation studies, nonché di tracciare una mappa delle articolazioni teoriche che si sono concentrate, in forme e da prospettive diverse, sulla specificità della traduzione dal cinese. Nella prima parte del capitolo si cerca quindi di ricostruire l’evoluzione dell’attenzione per gli aspetti legati alla traduzione dal cinese negli studi traduttologici internazionali. Si ripercorrono, quindi, le tappe che hanno portato dall’iniziale prospettiva eurocentrica all’attenzione per la pura traducibilità linguistica (come dimostrato dall’interesse per l’applicabilità dei principi della machine translation alla coppia linguistica cinese-inglese fin dalla metà degli anni ’50), passando per la svolta culturale e postcoloniale – che, soprattutto dalla metà degli anni ’90 in poi, ha favorito la crescente visibilità dei problemi specifici della traduzione dal cinese in seno alla disciplina, nonché il proliferare delle articolazioni teoriche e la loro estensione a diversi campi di applicazione – fino a tracciare un quadro il più possibile comprensivo dello stato dell’arte così come si configura oggi. Nella seconda parte del capitolo viene anche rivolta attenzione particolare agli sviluppi traduttologici più recenti in ambito cinese (in particolare alle teorie degli studiosi Xie Tianzhen, Sun Yifeng, Wang Ning e Martha Cheung) che si sono focalizzati sui problemi della traduzione della lingua e della cultura cinese, sottolineando il contributo originale che questi approcci possono apportare alla riflessione teorica elaborata nei translation studies occidentali.

La traduzione cinese e le teorie traduttive

MAGAGNIN Paolo
In corso di stampa

Abstract

In questo capitolo introduttivo si cerca di definire la posizione occupata dai problemi teorici legati alla traduzione del cinese in seno alla disciplina dei translation studies, nonché di tracciare una mappa delle articolazioni teoriche che si sono concentrate, in forme e da prospettive diverse, sulla specificità della traduzione dal cinese. Nella prima parte del capitolo si cerca quindi di ricostruire l’evoluzione dell’attenzione per gli aspetti legati alla traduzione dal cinese negli studi traduttologici internazionali. Si ripercorrono, quindi, le tappe che hanno portato dall’iniziale prospettiva eurocentrica all’attenzione per la pura traducibilità linguistica (come dimostrato dall’interesse per l’applicabilità dei principi della machine translation alla coppia linguistica cinese-inglese fin dalla metà degli anni ’50), passando per la svolta culturale e postcoloniale – che, soprattutto dalla metà degli anni ’90 in poi, ha favorito la crescente visibilità dei problemi specifici della traduzione dal cinese in seno alla disciplina, nonché il proliferare delle articolazioni teoriche e la loro estensione a diversi campi di applicazione – fino a tracciare un quadro il più possibile comprensivo dello stato dell’arte così come si configura oggi. Nella seconda parte del capitolo viene anche rivolta attenzione particolare agli sviluppi traduttologici più recenti in ambito cinese (in particolare alle teorie degli studiosi Xie Tianzhen, Sun Yifeng, Wang Ning e Martha Cheung) che si sono focalizzati sui problemi della traduzione della lingua e della cultura cinese, sottolineando il contributo originale che questi approcci possono apportare alla riflessione teorica elaborata nei translation studies occidentali.
La traduzione del cinese: riflessioni, strategie e tipologie testuali
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