Divenuto strumento centrale, sebbene non unico, della repressione politica nell’Italia fascista, il confino di polizia, basato sulla pratica del detenere senza imputare, contribuì considerevolmente a distruggere le basi dello Stato di diritto. Per la sua procedura, più veloce e agile rispetto a quella di un processo penale ordinario, questa misura fu facilmente applicabile: per essere assegnati al confino era sufficiente un mero sospetto di pericolosità. Fondandosi sul giudizio e sull’arbitrarietà il confino poteva, dunque, colpire tutti i potenziali oppositori, reali o presunti che fossero. La vita di coloro che conobbero quest’esperienza fu segnata non solo dalle dure condizioni alimentari, abitative, sanitarie, dalle violenze fisiche e psicologiche commesse dalle guardie e dalla sostanziale indifferenza della popolazione locale; ciò che rese più inaccettabile e insostenibile la condizione dei confinati fu la consapevolezza di essere diventati cittadini senza diritti, di non potere disporre di alcuna garanzia, di non potere rispondere e controbattere alle accuse.
Il confino fascista. L'arma silenziosa del regime
POESIO, Camilla
2011
Abstract
Divenuto strumento centrale, sebbene non unico, della repressione politica nell’Italia fascista, il confino di polizia, basato sulla pratica del detenere senza imputare, contribuì considerevolmente a distruggere le basi dello Stato di diritto. Per la sua procedura, più veloce e agile rispetto a quella di un processo penale ordinario, questa misura fu facilmente applicabile: per essere assegnati al confino era sufficiente un mero sospetto di pericolosità. Fondandosi sul giudizio e sull’arbitrarietà il confino poteva, dunque, colpire tutti i potenziali oppositori, reali o presunti che fossero. La vita di coloro che conobbero quest’esperienza fu segnata non solo dalle dure condizioni alimentari, abitative, sanitarie, dalle violenze fisiche e psicologiche commesse dalle guardie e dalla sostanziale indifferenza della popolazione locale; ciò che rese più inaccettabile e insostenibile la condizione dei confinati fu la consapevolezza di essere diventati cittadini senza diritti, di non potere disporre di alcuna garanzia, di non potere rispondere e controbattere alle accuse.I documenti in ARCA sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.



