La conoscenza dei prerequisiti linguistici, metalinguistici e cognitivi della letto-scrittura può aiutare a prevenire possibili difficoltà programmando interventi di potenziamento tempestivi. Allo stesso tempo, la conoscenza delle differenze evolutive fra bambini monolingui e bilingui nello sviluppo delle diverse abilità di prerequisito permette una valutazione consapevole, che può consentire di distinguere le normali difficoltà dovute alla ridotta esposizione all’input italiano da problemi che potrebbero invece richiedere una valutazione in sede clinica. Tuttavia, gli studi longitudinali sui prerequisiti dell’alfabetizzazione, in particolare della scrittura, sono scarsissimi e in gran parte dedicati alla lingua inglese e alla popolazione monolingue. Il presente studio longitudinale ha investigato se è possibile individuare precocemente le difficoltà di letto-scrittura attraverso la segnalazione precoce degli insegnanti e se tale segnalazione risulta efficace nel caso dei bambini bilingui di famiglie migranti inseriti nella scuola italiana. Le abilità linguistiche, metafonologiche, di denominazione rapida automatizzata (RAN) e memoria a breve termine di 49 bambini (29 monolingui+20 bilingui di famiglie migranti con diverse lingue materne) sono state monitorate per 3 anni, dall’ultimo anno di scuola dell’infanzia alla 2a primaria (N=36) e dalla 1a alla 3a primaria (N=13). Alle famiglie è stato somministrato un questionario per la rilevazione delle caratteristiche personali e del contesto di crescita dei bambini; alle insegnanti sono state somministrate le sezioni riguardanti le abilità linguistiche, (meta)cognitive e di prealfabetizzazione dei questionari osservativi per l’Identificazione Precoce delle Difficoltà d’Apprendimento (IPDA) (Terreni et al., 2011). Giunti in 2a/3a primaria, 19 bambini sono risultati sotto la norma in diverse aree della letto-scrittura. La segnalazione delle insegnanti si è rivelata il primo passo per l’individuazione precoce di tali difficoltà. Sono però emersi problemi nella valutazione dei bambini bilingui per una generale tendenza alla sovra-estensione delle categorie linguistiche alle abilità (meta)cognitive. È perciò necessario validare strumenti adeguati alla valutazione dei diversi prerequisiti in modo discreto, indipendentemente dalle lingue materne degli studenti. A tal fine, è auspicabile una collaborazione fra clinici e linguisti specializzati. È inoltre opportuno prevedere una formazione specifica degli insegnanti nella valutazione e nel potenziamento precoce dei prerequisiti della letto-scrittura, che segua le tappe naturali dello sviluppo delle abilità (meta)linguistiche.

Valutazione dei prerequisiti della letto-scrittura in bambini monolingui e bilingui nella scuola italiana

Emanuele Casani
2022

Abstract

La conoscenza dei prerequisiti linguistici, metalinguistici e cognitivi della letto-scrittura può aiutare a prevenire possibili difficoltà programmando interventi di potenziamento tempestivi. Allo stesso tempo, la conoscenza delle differenze evolutive fra bambini monolingui e bilingui nello sviluppo delle diverse abilità di prerequisito permette una valutazione consapevole, che può consentire di distinguere le normali difficoltà dovute alla ridotta esposizione all’input italiano da problemi che potrebbero invece richiedere una valutazione in sede clinica. Tuttavia, gli studi longitudinali sui prerequisiti dell’alfabetizzazione, in particolare della scrittura, sono scarsissimi e in gran parte dedicati alla lingua inglese e alla popolazione monolingue. Il presente studio longitudinale ha investigato se è possibile individuare precocemente le difficoltà di letto-scrittura attraverso la segnalazione precoce degli insegnanti e se tale segnalazione risulta efficace nel caso dei bambini bilingui di famiglie migranti inseriti nella scuola italiana. Le abilità linguistiche, metafonologiche, di denominazione rapida automatizzata (RAN) e memoria a breve termine di 49 bambini (29 monolingui+20 bilingui di famiglie migranti con diverse lingue materne) sono state monitorate per 3 anni, dall’ultimo anno di scuola dell’infanzia alla 2a primaria (N=36) e dalla 1a alla 3a primaria (N=13). Alle famiglie è stato somministrato un questionario per la rilevazione delle caratteristiche personali e del contesto di crescita dei bambini; alle insegnanti sono state somministrate le sezioni riguardanti le abilità linguistiche, (meta)cognitive e di prealfabetizzazione dei questionari osservativi per l’Identificazione Precoce delle Difficoltà d’Apprendimento (IPDA) (Terreni et al., 2011). Giunti in 2a/3a primaria, 19 bambini sono risultati sotto la norma in diverse aree della letto-scrittura. La segnalazione delle insegnanti si è rivelata il primo passo per l’individuazione precoce di tali difficoltà. Sono però emersi problemi nella valutazione dei bambini bilingui per una generale tendenza alla sovra-estensione delle categorie linguistiche alle abilità (meta)cognitive. È perciò necessario validare strumenti adeguati alla valutazione dei diversi prerequisiti in modo discreto, indipendentemente dalle lingue materne degli studenti. A tal fine, è auspicabile una collaborazione fra clinici e linguisti specializzati. È inoltre opportuno prevedere una formazione specifica degli insegnanti nella valutazione e nel potenziamento precoce dei prerequisiti della letto-scrittura, che segua le tappe naturali dello sviluppo delle abilità (meta)linguistiche.
Italiano per stranieri. Lo stato dell’arte sulla verifica e la valutazione delle competenze linguistiche e didattiche
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