La ricerca condotta da Gruppo Horsa e il Digital Enterprise Lab dell’Università Ca’ Foscari ha l’obiettivo di indagare come le tecnologie digitali siano state di supporto alle imprese durante il periodo di crisi generata dalla pandemia nell’anno 2020 e quali sono le prospettive di programmazione futura del digitale, alla luce dei recenti avvenimenti. A questo fine sono stati analizzati i dati di 141 imprese che hanno risposto alla survey. Il panel è formato per larga parte da imprese appartenenti al settore industriale, tipicamente di grandi dimensioni e appartenenti al mercato B2B (58%). I rispondenti sono prevalentemente professionisti della funzione IT con una posizione di manager o quadro. Dalla ricerca emerge che per il 76% di rispondenti c’è stata una diminuzione del fatturato importante. La pandemia spinge un ripensamento su tutti i fronti: le aziende rivedono al ribasso gli obiettivi sull’aumento della quota di mercato, del miglioramento della produttività dei processi di business, del miglioramento della soddisfazione dei clienti, degli investimenti in innovazione. Tuttavia, particolarmente interessante è l’aumento di attenzione strategica verso il livello di maturità digitale dell’azienda. Le tecnologie o gli strumenti digitali già adottati in azienda prima del Covid-19, e tra questi, quelli che sono stati considerati più critici e rilevanti nel fronteggiare l’emergenza, sono sicuramente gli strumenti legati allo smart working, come quelli di collaborazione e condivisione, così come gli ERP e i CRM. Ma la principale tecnologia digitale che è stata inserita nei prossimi programmi di adozione è quella legata alla gestione dei big data e analytics. Le funzioni IT delle imprese intervistate, infatti, per il 2021 daranno priorità all’allineamento dei servizi IT alle esigenze di business e al miglioramento della produttività. Se da un lato le funzioni IT vogliono puntare sull’abbattimento degli sprechi, dall’altro sembrano voler approfittare del momento per valutare nuove strade per la crescita del business attraverso il digitale; diverse aziende punteranno sull’abilitazione e promozione di nuovi modelli di business digitale. Tuttavia, la digitalizzazione si compie attraverso diversi step che definiscono il livello di maturità aziendale. È oggettivo che molte imprese si trovino a dover ancora affrontare i primissimi passi in un contesto che esercita un’enorme pressione. Nonostante ciò, il “ritardo digitale”, di cui l’Italia è stata lungamente protagonista, sembra ridursi peró velocemente. Il 57,7% delle imprese del nostro panel ha già intrapreso un processo di trasformazione digitale mentre il 17,3% lo stava intraprendendo nell’autunno del 2020. Di quelli che ancora non hanno dato il via a programmi di digitalizzazione, il 19,2% lo ha già pianificato e solo il 5,7% non ha ancora un piano riguardo la digitalizzazione.

Nuove strategie di digitalizzazione Post Covid-19: come cambiano le esigenze nelle aziende italiane.

Giovanni Vaia
2021

Abstract

La ricerca condotta da Gruppo Horsa e il Digital Enterprise Lab dell’Università Ca’ Foscari ha l’obiettivo di indagare come le tecnologie digitali siano state di supporto alle imprese durante il periodo di crisi generata dalla pandemia nell’anno 2020 e quali sono le prospettive di programmazione futura del digitale, alla luce dei recenti avvenimenti. A questo fine sono stati analizzati i dati di 141 imprese che hanno risposto alla survey. Il panel è formato per larga parte da imprese appartenenti al settore industriale, tipicamente di grandi dimensioni e appartenenti al mercato B2B (58%). I rispondenti sono prevalentemente professionisti della funzione IT con una posizione di manager o quadro. Dalla ricerca emerge che per il 76% di rispondenti c’è stata una diminuzione del fatturato importante. La pandemia spinge un ripensamento su tutti i fronti: le aziende rivedono al ribasso gli obiettivi sull’aumento della quota di mercato, del miglioramento della produttività dei processi di business, del miglioramento della soddisfazione dei clienti, degli investimenti in innovazione. Tuttavia, particolarmente interessante è l’aumento di attenzione strategica verso il livello di maturità digitale dell’azienda. Le tecnologie o gli strumenti digitali già adottati in azienda prima del Covid-19, e tra questi, quelli che sono stati considerati più critici e rilevanti nel fronteggiare l’emergenza, sono sicuramente gli strumenti legati allo smart working, come quelli di collaborazione e condivisione, così come gli ERP e i CRM. Ma la principale tecnologia digitale che è stata inserita nei prossimi programmi di adozione è quella legata alla gestione dei big data e analytics. Le funzioni IT delle imprese intervistate, infatti, per il 2021 daranno priorità all’allineamento dei servizi IT alle esigenze di business e al miglioramento della produttività. Se da un lato le funzioni IT vogliono puntare sull’abbattimento degli sprechi, dall’altro sembrano voler approfittare del momento per valutare nuove strade per la crescita del business attraverso il digitale; diverse aziende punteranno sull’abilitazione e promozione di nuovi modelli di business digitale. Tuttavia, la digitalizzazione si compie attraverso diversi step che definiscono il livello di maturità aziendale. È oggettivo che molte imprese si trovino a dover ancora affrontare i primissimi passi in un contesto che esercita un’enorme pressione. Nonostante ciò, il “ritardo digitale”, di cui l’Italia è stata lungamente protagonista, sembra ridursi peró velocemente. Il 57,7% delle imprese del nostro panel ha già intrapreso un processo di trasformazione digitale mentre il 17,3% lo stava intraprendendo nell’autunno del 2020. Di quelli che ancora non hanno dato il via a programmi di digitalizzazione, il 19,2% lo ha già pianificato e solo il 5,7% non ha ancora un piano riguardo la digitalizzazione.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/10278/3754650
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