Chiusa per la maggior parte da confini tracciati dal mare, l’Europa resta indefinita se dovessimo guardare verso i suoi limiti orientali e appare quasi una specie di organismo in evoluzione, che a volte si espande, altre volte si contrae, al pulsare ritmico dei mutamenti della storia: un cuore che batte nel trascorrere dei cicli del tempo. Tra fine Ottocento e inizi Novecento questo “così speciale” Occidente, stretto tra acqua e terra, fu capace tuttavia di condizionare i destini del pianeta. Sul frastagliato e scivoloso crinale che separava la guerra dalla pace e che diventava ambiguo “elemento costituente” della realtà europea, la storia del futuro della più famosa “penisola dell’Asia” è stata anche il frutto di una consolidata cultura di conquista che si avvalse di un poderoso apparato tecnologico per uscire da se stessa e prendersi il mondo. Ma quando tutto sembrava ormai inevitabilmente scontato, e la “macchina” era stata lanciata a folle velocità verso un destino di supremazia, le trincee della Grande guerra dimostrarono, nel silenzio della morte, che proprio la tecnologia non era stata capace di allontanare la sofferenza; l’aveva, al contrario, moltiplicata. L’Europa intera bruciava.

I confini dell'Europa. Globalizzazioni, conquiste, tecnologie tra Ottocento e Novecento

Coglitore M
2012

Abstract

Chiusa per la maggior parte da confini tracciati dal mare, l’Europa resta indefinita se dovessimo guardare verso i suoi limiti orientali e appare quasi una specie di organismo in evoluzione, che a volte si espande, altre volte si contrae, al pulsare ritmico dei mutamenti della storia: un cuore che batte nel trascorrere dei cicli del tempo. Tra fine Ottocento e inizi Novecento questo “così speciale” Occidente, stretto tra acqua e terra, fu capace tuttavia di condizionare i destini del pianeta. Sul frastagliato e scivoloso crinale che separava la guerra dalla pace e che diventava ambiguo “elemento costituente” della realtà europea, la storia del futuro della più famosa “penisola dell’Asia” è stata anche il frutto di una consolidata cultura di conquista che si avvalse di un poderoso apparato tecnologico per uscire da se stessa e prendersi il mondo. Ma quando tutto sembrava ormai inevitabilmente scontato, e la “macchina” era stata lanciata a folle velocità verso un destino di supremazia, le trincee della Grande guerra dimostrarono, nel silenzio della morte, che proprio la tecnologia non era stata capace di allontanare la sofferenza; l’aveva, al contrario, moltiplicata. L’Europa intera bruciava.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/10278/3750758
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