Ishikawa Takuboku (1886-1912) è uno dei più significativi poeti giapponesi del Novecento e gode ancora oggi di straordinaria popolarità presso il grande pubblico nipponico. La sua breve vita, per molti versi esemplare della condizione degli scrittori giapponesi moderni, fu all'insegna della precarietà economica e familiare, ma anche marcata da una forte istanza di libertà individuale - sfociante spesso nella dissolutezza - e da uno spirito di contestazione, tinto di socialismo, verso il regime autoritario dell'epoca Meiji (1868-1912). Takuboku fu narratore, saggista e autore di diari celebri per la loro sincerità, ma è alla poesia che deve la propria consacrazione. In particolare, quale uno dei massimi innovatori della forma tradizionale del tanka (poesia in 31 sillabe sul metro 5-7-5-7-7), riuscì ad aprire la poesia giapponese a una nuova dimensione di realismo e auscultazione interiore, emancipandola dai suoi vincoli tematici e formali. Tristi balocchi (Kanashiki gangu), pubblicata postuma nel 1912 a pochi mesi di distanza dalla morte per tubercolosi, è un'opera decisiva per la storia della letteratura giapponese, che mostra l'esito estremo della sperimentazione di Takuboku con questo genere tradizionale. Le 194 poesie della raccolta scoperchiano con inedita crudezza la quotidianità, le bassezze, le idealità di un poeta che, sconfitto dalla vita e dallo "stato di blocco del nostro tempo" (come ebbe a chiamarlo in un suo scritto del 1910), trovava in esse i propri malinconici, consolatori giocattoli.

Tristi balocchi

Edoardo Gerlini
;
Pierantonio Zanotti
2021

Abstract

Ishikawa Takuboku (1886-1912) è uno dei più significativi poeti giapponesi del Novecento e gode ancora oggi di straordinaria popolarità presso il grande pubblico nipponico. La sua breve vita, per molti versi esemplare della condizione degli scrittori giapponesi moderni, fu all'insegna della precarietà economica e familiare, ma anche marcata da una forte istanza di libertà individuale - sfociante spesso nella dissolutezza - e da uno spirito di contestazione, tinto di socialismo, verso il regime autoritario dell'epoca Meiji (1868-1912). Takuboku fu narratore, saggista e autore di diari celebri per la loro sincerità, ma è alla poesia che deve la propria consacrazione. In particolare, quale uno dei massimi innovatori della forma tradizionale del tanka (poesia in 31 sillabe sul metro 5-7-5-7-7), riuscì ad aprire la poesia giapponese a una nuova dimensione di realismo e auscultazione interiore, emancipandola dai suoi vincoli tematici e formali. Tristi balocchi (Kanashiki gangu), pubblicata postuma nel 1912 a pochi mesi di distanza dalla morte per tubercolosi, è un'opera decisiva per la storia della letteratura giapponese, che mostra l'esito estremo della sperimentazione di Takuboku con questo genere tradizionale. Le 194 poesie della raccolta scoperchiano con inedita crudezza la quotidianità, le bassezze, le idealità di un poeta che, sconfitto dalla vita e dallo "stato di blocco del nostro tempo" (come ebbe a chiamarlo in un suo scritto del 1910), trovava in esse i propri malinconici, consolatori giocattoli.
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