Il 1789 ha segnato inesorabilmente la storia europea a causa della Rivoluzione francese, ma quest’ultima non fu la sola rivoluzione ad aver avuto luogo in quell’anno e soprattutto a diffondersi dalla Francia in tutta Europa. Antoine Lavoisier, infatti, fu il principale protagonista della Rivoluzione chimica, ovvero di un’operazione intellettuale che, sotto la spinta di nuove scoperte e nuove premesse metodologiche, riorganizzò drasticamente la disciplina. Come tutte le idee rivoluzionarie, la nouvelle chimie non fu accolta nello stesso modo e negli stessi tempi da tutte le comunità di studiosi. Come reagirono i chimici del Regno di Napoli, di gran lunga il più esteso della penisola italiana, la cui capitale Parthenope, secondo l’antico nome legato al mito delle sirene, costituiva un importante centro editoriale, oltre ad essere una delle tre città più popolate d’Europa? L’autrice, vagliando la produzione a stampa e manoscritta di quell’insieme indistinto di chimica pneumatica, vulcanologica e medico-farmacologica cui gli studiosi del Regno di Napoli si dedicarono, ci restituisce un accurato repertorio dei regnicoli che si confrontarono con la nuova chimica per adottarla o confutarla. Il risultato finale è un vivace affresco della vita scientifica partenopea della seconda metà del Settecento, laddove al fitto intreccio di persone si somma la descrizione dei luoghi dell’insegnamento della disciplina, degli esperimenti effettuati, delle problematiche oggetto d’analisi chimica, per illustrare, infine, quanto la particolare natura geochimica del luogo, dovuta alla presenza del Vesuvio, e gli eventi di storia generale, come la Repubblica Napoletana del 1799, hanno finito per condizionare sensibilmente la storia della chimica del Regno.

Lavoisier e Parthenope. Contributo ad una storia della chimica del regno di Napoli

Guerra C
2017

Abstract

Il 1789 ha segnato inesorabilmente la storia europea a causa della Rivoluzione francese, ma quest’ultima non fu la sola rivoluzione ad aver avuto luogo in quell’anno e soprattutto a diffondersi dalla Francia in tutta Europa. Antoine Lavoisier, infatti, fu il principale protagonista della Rivoluzione chimica, ovvero di un’operazione intellettuale che, sotto la spinta di nuove scoperte e nuove premesse metodologiche, riorganizzò drasticamente la disciplina. Come tutte le idee rivoluzionarie, la nouvelle chimie non fu accolta nello stesso modo e negli stessi tempi da tutte le comunità di studiosi. Come reagirono i chimici del Regno di Napoli, di gran lunga il più esteso della penisola italiana, la cui capitale Parthenope, secondo l’antico nome legato al mito delle sirene, costituiva un importante centro editoriale, oltre ad essere una delle tre città più popolate d’Europa? L’autrice, vagliando la produzione a stampa e manoscritta di quell’insieme indistinto di chimica pneumatica, vulcanologica e medico-farmacologica cui gli studiosi del Regno di Napoli si dedicarono, ci restituisce un accurato repertorio dei regnicoli che si confrontarono con la nuova chimica per adottarla o confutarla. Il risultato finale è un vivace affresco della vita scientifica partenopea della seconda metà del Settecento, laddove al fitto intreccio di persone si somma la descrizione dei luoghi dell’insegnamento della disciplina, degli esperimenti effettuati, delle problematiche oggetto d’analisi chimica, per illustrare, infine, quanto la particolare natura geochimica del luogo, dovuta alla presenza del Vesuvio, e gli eventi di storia generale, come la Repubblica Napoletana del 1799, hanno finito per condizionare sensibilmente la storia della chimica del Regno.
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