Sylvano Bussotti was very fascinated by the figure and music of Claudio Monteverdi throughout all his life. An evident homage to the composer are two quotations in Lorenzaccio (Venice, Teatro La Fenice, 1972) and L’ispirazione (Florence, Teatro Comunale, 1988) from L’Orfeo. During the staging of L’incoronazione di Poppea (Treviso, Teatro Comunale, 1975) Bussotti shows his extraordinary endowment as opera director, costume and set designer. Collaborating with Tono Zancanaro, he realizes a performance that is today remembered in the history of the modern revivals of the baroque masterpiece. His following transcription of the episode of Seneca’s death from L’incoronazione di Poppea (Frankfurt, Alte Oper, 1991) shows his renovated interest in Monteverdi’s last opera. With the support of literature and archival material concerning the aforementioned works, the essay outlines Monteverdi’s reception in Bussotti’s output.

Il fascino esercitato dalla figura e dalla musica di Claudio Monteverdi emerge a più riprese nella produzione di Sylvano Bussotti. In Lorenzaccio (Venezia, Teatro La Fenice, 1972) e nell’Ispirazione (Firenze, Teatro Comunale, 1988), l’inserimento di due citazioni tratte dall’Orfeo rappresenta un palese omaggio all’arte monteverdiana. Con la regia dell’Incoronazione di Poppea (Treviso, Teatro Comunale, 1975), Bussotti mette in campo le sue eccezionali doti di artista poliedrico, servendosi della collaborazione di Tono Zancanaro per realizzare un allestimento che ha segnato la storia delle riprese moderne del capolavoro seicentesco. La sua trascrizione dell’episodio della morte di Seneca, tratto dalla stessa opera (Francoforte, Alte Oper, 1991), mostra infine il suo rinnovato interesse per il teatro di Monteverdi. Attraverso la ricognizione della letteratura esistente e del materiale d’archivio relativi ai suddetti lavori, il saggio traccia un quadro della ricezione monteverdiana nella produzione di Bussotti.

La prospettiva di Sylvano Bussotti nella ricezione novecentesca di Monteverdi

Marsico, Federica
2022

Abstract

Il fascino esercitato dalla figura e dalla musica di Claudio Monteverdi emerge a più riprese nella produzione di Sylvano Bussotti. In Lorenzaccio (Venezia, Teatro La Fenice, 1972) e nell’Ispirazione (Firenze, Teatro Comunale, 1988), l’inserimento di due citazioni tratte dall’Orfeo rappresenta un palese omaggio all’arte monteverdiana. Con la regia dell’Incoronazione di Poppea (Treviso, Teatro Comunale, 1975), Bussotti mette in campo le sue eccezionali doti di artista poliedrico, servendosi della collaborazione di Tono Zancanaro per realizzare un allestimento che ha segnato la storia delle riprese moderne del capolavoro seicentesco. La sua trascrizione dell’episodio della morte di Seneca, tratto dalla stessa opera (Francoforte, Alte Oper, 1991), mostra infine il suo rinnovato interesse per il teatro di Monteverdi. Attraverso la ricognizione della letteratura esistente e del materiale d’archivio relativi ai suddetti lavori, il saggio traccia un quadro della ricezione monteverdiana nella produzione di Bussotti.
Rivisitazioni e innovazioni. La ricezione di Monteverdi nei compositori italiani dalla seconda metà del XX secolo
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