L’idea del sostegno antropomorfo, intrecciata nel Quattrocento con le varie soluzioni medievali e vicina al principio vitruviano della logica degli ordini, si rivela particolarmente fortunata nell’area dalmata. La qualità della scultura decorativa e gli innovativi sistemi di costruzione in pietra, che caratterizzano capolavori come la cattedrale di Sebenico, il battistero e la cappella del Beato Giovanni Orsini presso la cattedrale di Traù, permettono di analizzare sotto una nuova luce i sostegni architettonici del Rinascimento dalmata, soprattutto la loro razionalità ed espressività, ma anche i loro possibili modelli ed i canali di circolazione delle forme. Nel corso del XV secolo la costa orientale dell’Adriatico offre monumenti plastico-architettonici di prima qualità, ma nel Cinquecento la produzione regionale si concentra soprattutto sulle opere di difesa, con esempi sporadici e mai sistematici del sistema degli ordini. In questo contesto, le due figure monumentali di satiri-erme ionici di Zara, purtroppo fuori dal loro contesto originario, rappresentano un unicum che va oltre l’importanza regionale. Queste sculture, degne di centri artistici molto più grandi, invitano ad una riflessione non solo sulla loro identità, quali esempi di ordine antropomorfo del Cinquecento maturo, ma anche sulla cultura architettonica del capoluogo della Dalmazia Veneta.

Dai putti ai satiri. Sostegni antropomorfi nella cultura architettonica del Rinascimento dalmata

Jasenka Gudelj
2018

Abstract

L’idea del sostegno antropomorfo, intrecciata nel Quattrocento con le varie soluzioni medievali e vicina al principio vitruviano della logica degli ordini, si rivela particolarmente fortunata nell’area dalmata. La qualità della scultura decorativa e gli innovativi sistemi di costruzione in pietra, che caratterizzano capolavori come la cattedrale di Sebenico, il battistero e la cappella del Beato Giovanni Orsini presso la cattedrale di Traù, permettono di analizzare sotto una nuova luce i sostegni architettonici del Rinascimento dalmata, soprattutto la loro razionalità ed espressività, ma anche i loro possibili modelli ed i canali di circolazione delle forme. Nel corso del XV secolo la costa orientale dell’Adriatico offre monumenti plastico-architettonici di prima qualità, ma nel Cinquecento la produzione regionale si concentra soprattutto sulle opere di difesa, con esempi sporadici e mai sistematici del sistema degli ordini. In questo contesto, le due figure monumentali di satiri-erme ionici di Zara, purtroppo fuori dal loro contesto originario, rappresentano un unicum che va oltre l’importanza regionale. Queste sculture, degne di centri artistici molto più grandi, invitano ad una riflessione non solo sulla loro identità, quali esempi di ordine antropomorfo del Cinquecento maturo, ma anche sulla cultura architettonica del capoluogo della Dalmazia Veneta.
Les ordres anthropomorphes et leurs avatars dans l’art européen de l’antiquité à la fin du XVIe siècle
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