La psicologia umanistica di Carlo Rogers pone al centro delle attività didattiche l’uomo con le sue peculiarità psicologiche e cognitive. Per quanto riguarda in particolare la glottodidattica, la visione umanistica pone la necessità non tanto di “insegnare una lingua”, ma di “insegnare una lingua ad una persona”. Il docente non deve insegnare soltanto l’aspetto linguistico, la sua forma, ma tendere all’acquisizione da parte degli studenti soprattutto del suo uso tenendo sempre conto delle caratteristiche di ciascun discente. La nozione di “competenza comunicativa” nasce dalla necessità di non ridurre l’utilizzo della lingua a puro sapere grammaticale, ma di “saper fare con la lingua”, sapere cioè di che cosa parlare, con chi, come e quando. Dallo studio di questo modulo risulterà chiaro, inoltre, come il termine “glottodidattica funzionale” significhi considerare le varie funzioni della lingua, la cui conoscenza non può prescindere da competenze di tipo pragmalinguistico, sociolinguistico e culturali, e proporle agli studenti inserendole in situazioni comunicative realistiche. Al centro dell’azione didattica si pone l’allievo con i suoi bisogni comunicativi ed in base a questi si costruisce il sillabo linguistico: sarebbe demotivante, infatti, per un ragazzo che non conosce assolutamente l’italiano affrontare la lingua per la prima volta partendo dalla letteratura, come del resto per chi ha un livello alto di conoscenza, prendere in esame solamente situazioni comunicative di base. Il percorso didattico, quindi, dovrà proporre sempre una o più funzioni comunicative, fornendo le nozioni basilari e le strutture per realizzarle, offrendo un’ampia gamma di eventi comunicativi e di materiali, utilizzando mezzi e canali il più possibile vari per diversificare gli stimoli. Attivare canali percettivi diversi significa, infatti, accrescere la motivazione e la capacità di comprensione dello studente. Questo modulo, concludendo, si propone di essere il punto di partenza per una riflessione più ampia sull’argomento, riprendendo alcuni concetti sicuramente già conosciuti dagli insegnanti, ma affrontati dal punto di vista della glottodidattica dell’italiano come L2.

L’ACQUISIZIONE LINGUISTICA E LA GLOTTODIDATTICA UMANISTICO - AFFETTIVA E FUNZIONALE

Begotti Paola
2006

Abstract

La psicologia umanistica di Carlo Rogers pone al centro delle attività didattiche l’uomo con le sue peculiarità psicologiche e cognitive. Per quanto riguarda in particolare la glottodidattica, la visione umanistica pone la necessità non tanto di “insegnare una lingua”, ma di “insegnare una lingua ad una persona”. Il docente non deve insegnare soltanto l’aspetto linguistico, la sua forma, ma tendere all’acquisizione da parte degli studenti soprattutto del suo uso tenendo sempre conto delle caratteristiche di ciascun discente. La nozione di “competenza comunicativa” nasce dalla necessità di non ridurre l’utilizzo della lingua a puro sapere grammaticale, ma di “saper fare con la lingua”, sapere cioè di che cosa parlare, con chi, come e quando. Dallo studio di questo modulo risulterà chiaro, inoltre, come il termine “glottodidattica funzionale” significhi considerare le varie funzioni della lingua, la cui conoscenza non può prescindere da competenze di tipo pragmalinguistico, sociolinguistico e culturali, e proporle agli studenti inserendole in situazioni comunicative realistiche. Al centro dell’azione didattica si pone l’allievo con i suoi bisogni comunicativi ed in base a questi si costruisce il sillabo linguistico: sarebbe demotivante, infatti, per un ragazzo che non conosce assolutamente l’italiano affrontare la lingua per la prima volta partendo dalla letteratura, come del resto per chi ha un livello alto di conoscenza, prendere in esame solamente situazioni comunicative di base. Il percorso didattico, quindi, dovrà proporre sempre una o più funzioni comunicative, fornendo le nozioni basilari e le strutture per realizzarle, offrendo un’ampia gamma di eventi comunicativi e di materiali, utilizzando mezzi e canali il più possibile vari per diversificare gli stimoli. Attivare canali percettivi diversi significa, infatti, accrescere la motivazione e la capacità di comprensione dello studente. Questo modulo, concludendo, si propone di essere il punto di partenza per una riflessione più ampia sull’argomento, riprendendo alcuni concetti sicuramente già conosciuti dagli insegnanti, ma affrontati dal punto di vista della glottodidattica dell’italiano come L2.
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