Il presente lavoro si prefigge l’obiettivo di contribuire ad approfondire alcuni aspetti delle misure provvisorie indicate dalla Corte africana, tra cui il più controverso è quello dei loro effetti12. Dal dato normativo non si evince infatti se tali misure dispieghino effetti vincolanti o meramente raccomandatori13. Dopo aver brevemente inquadrato i principali caratteri del potere cautelare della Corte africana, si darà conto della rilevante giurisprudenza, prestando particolare attenzione all’affare Saif al-Islam Gheddafi, nel cui contesto la Corte ha sottolineato per la prima volta e in maniera paradigmatica gli effetti vincolanti di tutte le misure provvisorie da essa ordinate e ha enfatizzato l’autonoma responsabilità cui incorrerebbe lo Stato che non si conformasse alle suddette misure. Si illustreranno quindi gli argomenti che concorrono a dimostrare la correttezza dell’orientamento della Corte. Si porrà poi in rilievo come, tuttavia, la Corte non sia mai giunta a dichiarare la responsabilità degli Stati che non eseguono le misure provvisorie da essa indicate, cosa peraltro assai frequente. Fermo restando il carattere vincolante di tali misure, si evidenzierà allora come una certa incoerenza contraddistingua la Corte africana nell’esercizio del proprio potere cautelare e si delineeranno le possibili conseguenze di una simile incoerenza.

Gli effetti delle misure provvisorie disposte dalla Corte africana dei diritti dell’uomo e dei popoli

Giuseppe Pascale
2019

Abstract

Il presente lavoro si prefigge l’obiettivo di contribuire ad approfondire alcuni aspetti delle misure provvisorie indicate dalla Corte africana, tra cui il più controverso è quello dei loro effetti12. Dal dato normativo non si evince infatti se tali misure dispieghino effetti vincolanti o meramente raccomandatori13. Dopo aver brevemente inquadrato i principali caratteri del potere cautelare della Corte africana, si darà conto della rilevante giurisprudenza, prestando particolare attenzione all’affare Saif al-Islam Gheddafi, nel cui contesto la Corte ha sottolineato per la prima volta e in maniera paradigmatica gli effetti vincolanti di tutte le misure provvisorie da essa ordinate e ha enfatizzato l’autonoma responsabilità cui incorrerebbe lo Stato che non si conformasse alle suddette misure. Si illustreranno quindi gli argomenti che concorrono a dimostrare la correttezza dell’orientamento della Corte. Si porrà poi in rilievo come, tuttavia, la Corte non sia mai giunta a dichiarare la responsabilità degli Stati che non eseguono le misure provvisorie da essa indicate, cosa peraltro assai frequente. Fermo restando il carattere vincolante di tali misure, si evidenzierà allora come una certa incoerenza contraddistingua la Corte africana nell’esercizio del proprio potere cautelare e si delineeranno le possibili conseguenze di una simile incoerenza.
Liber Amicorum Angelo Davì. La vita giuridica internazionale nell’età della globalizzazione
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