Hundreds of fossils were discovered at ex Cava a Filo (Bologna, Italy), dating back to the Last Glacial Maximum (LGM) and to the initial stage of the Oldest Dryas, at the beginning of the Tardiglacial period. Such faunal assemblage testifies to cold climatic conditions during the Late Pleistocene on the Gessi Bolognesi hills near Bologna. Stratigraphical features of the excavated cave deposits, together with 14C dating, allow us to distinguish three main faunal associations (Cava Filo-1, Cava Filo-2 and Cava Filo-3) covering a time interval ranging from about 24500 to 17500 cal BP. These faunal associations, separated by temporal gaps, correspond to various climatic cold conditions, prevalently dominated by a steppe environment. At the end of the Last Glacial Maximum (about 19000 years ago) occurred an abrupt climate amelioration (Late Pleniglacial Optimum) evidenced by a considerable re-forestation and by the spread of different habitats, including pinewood areas (Pinus mugo and Pinus sylvestris). Among the identified large mammals discovered during last palaeontological excavations (2006-2011), the best represented specie is Bison priscus, followed by Canis lupus, Capreolus capreolus, Lepus timidus, Megaloceros giganteus, and Marmota marmota. Here, we provide the anatomical description of the specimens and photos of the most representative for each species.

Dal sito di ex Cava a Filo provengono centinaia di reperti fossili risalenti all’Ultimo Massimo Glaciale (UMG) e al Dryas Antichissimo, all’inizio del Tardoglaciale. Le associazioni faunistiche rinvenute documentano la presenza di condizioni climatiche fredde sui rilievi dei Gessi Bolognesi durante il Pleistocene Superiore. I caratteri stratigrafici dei depositi di cavità indagati, insieme alle datazioni 14C, hanno permesso di differenziare tre principali associazioni faunistiche (Cava Filo-1, Cava Filo-2 e Cava Filo-3) che coprono un intervallo di tempo compreso tra 24500 e 17500 cal BP. Queste associazioni faunistiche, separate da discontinuità cronologiche, corrispondono a varie condizioni climatiche fredde, prevalentemente dominate da un ambiente di steppa. Alla fine dell’Ultimo Massimo Glaciale (all’incirca 19000 anni fa) si è verificato un improvviso miglioramento climatico (Optimum Tardo Pleniglaciale) evidenziato da una considerevole ri-forestazione e dalla diffusione di habitat diversi che comprendevano anche aree forestate con boschi di pino (Pinus mugo e Pinus sylvestris). Tra i macromammiferi rinvenuti negli ultimi scavi geo-paleontologici (2006-2011), Bison priscus è la specie più rappresentata per numero di resti ossei, seguita da Canis lupus, Capreolus capreolus, Lepus timidus, Megaloceros giganteus e Marmota marmota. Oltre alla descrizione delle varie parti anatomiche, sono fornite le immagini dei resti osteologici più rappresentativi di ognuna di queste specie.

La fauna tardo-pleistocenica a macromammiferi del sito di ex Cava a Filo (indagini 2006-2011): tassonomia e quadro cronologico-paleoambientale

Elena Ghezzo;
2018

Abstract

Dal sito di ex Cava a Filo provengono centinaia di reperti fossili risalenti all’Ultimo Massimo Glaciale (UMG) e al Dryas Antichissimo, all’inizio del Tardoglaciale. Le associazioni faunistiche rinvenute documentano la presenza di condizioni climatiche fredde sui rilievi dei Gessi Bolognesi durante il Pleistocene Superiore. I caratteri stratigrafici dei depositi di cavità indagati, insieme alle datazioni 14C, hanno permesso di differenziare tre principali associazioni faunistiche (Cava Filo-1, Cava Filo-2 e Cava Filo-3) che coprono un intervallo di tempo compreso tra 24500 e 17500 cal BP. Queste associazioni faunistiche, separate da discontinuità cronologiche, corrispondono a varie condizioni climatiche fredde, prevalentemente dominate da un ambiente di steppa. Alla fine dell’Ultimo Massimo Glaciale (all’incirca 19000 anni fa) si è verificato un improvviso miglioramento climatico (Optimum Tardo Pleniglaciale) evidenziato da una considerevole ri-forestazione e dalla diffusione di habitat diversi che comprendevano anche aree forestate con boschi di pino (Pinus mugo e Pinus sylvestris). Tra i macromammiferi rinvenuti negli ultimi scavi geo-paleontologici (2006-2011), Bison priscus è la specie più rappresentata per numero di resti ossei, seguita da Canis lupus, Capreolus capreolus, Lepus timidus, Megaloceros giganteus e Marmota marmota. Oltre alla descrizione delle varie parti anatomiche, sono fornite le immagini dei resti osteologici più rappresentativi di ognuna di queste specie.
GEOPALEONTOLOGIA DEI GESSI BOLOGNESI
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