The article examines the floor mosaics of the churches of Venice and its immediate surroundings that contain representations of the animal world: S. Ilario in the mainland; S. Marco in Venice; SS. Maria and Donato in Murano; S. Lorenzo in Venice and S. Nicolò in Lido. The floor decorations show a continuity of figurative forms and themes, from the 9th century to the 12th century, which recall the same narrative sources, identified in the Physiologus, Isidorus of Seville, and the Bestiary. These scenes were conceived as exempla that lead to the salvation of the soul and realized in opus tessellatum within a rigorously geometric composition, often modifying the compositional symmetry to create narrative pauses, functional for meditation and prayer. From the formal point of view, animal representations indicate a conscious recovery of themes and models coming from the East. These are themes that are widely represented also in Venetian sculptural production, for example in paterae and tiles, which from the first half of the 11th century and throughout the 13th century, are exhibited on religious buildings but also on palaces and houses of lay properties overlooking the Venetian streets and canals.

L’articolo esamina i mosaici pavimentali delle chiese di Venezia e delle sue immediate vicinanze che contengono rappresentazioni del mondo animale: S. Ilario sulla gronda lagunare; S. Marco a Venezia; SS. Maria e Donato a Murano; S. Lorenzo a Venezia e S. Nicolò a Lido. Le decorazioni pavimentali considerate mostrano una continuità di forme e temi figurativi, dal secolo IX al secolo XII, che richiamano le medesime fonti narrative, individuate nel Fisiologo, Isidoro di Siviglia, e nei Bestiari. Queste narrazioni funzionavano come exempla che portano alla salvezza dell’anima, ed erano affidate, all’interno di una composizione rigorosamente geometrica alla tecnica dell’opus tessellatum, alterando spesso la simmetria compositiva per creare delle pause narrative, funzionali alla meditazione e alla preghiera. Dal punto di vista formale, le rappresentazioni animali indicano una cosciente ripresa di temi e modelli provenienti dall’Oriente. Si tratta di temi che sono largamente rappresentati anche nella produzione lapidea, ad esempio nelle patere e nelle formelle, che a partire dalla prima metà del secolo XI e per tutto il secolo XIII, vengono esposte sugli edifici religiosi ma anche su palazzi e case di proprietà laica che si affacciano sulle calli e sui canali veneziani.

Percorrendo il Bestiario. La rappresentazione del mondo animale nei pavimenti musivi del Medioevo veneziano

stefano riccioni
2019

Abstract

L’articolo esamina i mosaici pavimentali delle chiese di Venezia e delle sue immediate vicinanze che contengono rappresentazioni del mondo animale: S. Ilario sulla gronda lagunare; S. Marco a Venezia; SS. Maria e Donato a Murano; S. Lorenzo a Venezia e S. Nicolò a Lido. Le decorazioni pavimentali considerate mostrano una continuità di forme e temi figurativi, dal secolo IX al secolo XII, che richiamano le medesime fonti narrative, individuate nel Fisiologo, Isidoro di Siviglia, e nei Bestiari. Queste narrazioni funzionavano come exempla che portano alla salvezza dell’anima, ed erano affidate, all’interno di una composizione rigorosamente geometrica alla tecnica dell’opus tessellatum, alterando spesso la simmetria compositiva per creare delle pause narrative, funzionali alla meditazione e alla preghiera. Dal punto di vista formale, le rappresentazioni animali indicano una cosciente ripresa di temi e modelli provenienti dall’Oriente. Si tratta di temi che sono largamente rappresentati anche nella produzione lapidea, ad esempio nelle patere e nelle formelle, che a partire dalla prima metà del secolo XI e per tutto il secolo XIII, vengono esposte sugli edifici religiosi ma anche su palazzi e case di proprietà laica che si affacciano sulle calli e sui canali veneziani.
Animali figurati. Teoria e rappresentazione del mondo animale dal Medioevo all’Età moderna
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