Il mondo animale, reale e fantastico, ricopre da sempre un ruolo fondamentale nel percorso di (auto)conoscenza e (auto)rappresentazione dell’uomo. Il Medioevo e la prima Età moderna costituiscono un crocevia per l’interpretazione allegorica degli animali, per la loro osservazione scientifica e per le modalità di rappresentazione in arte. Trattando di scimmie, sirene, grifoni, leoni, grilli, falchi, vermi e fenici, il volume affronta con un approccio critico multidisciplinare il complesso linguaggio metaforico offerto dalla varietà dei modi nei quali gli animali erano teorizzati, visti, immaginati, raccontati e, soprattutto, raffigurati nella società e nella storia tra Medioevo e Rinascimento, con un particolare riguardo alle opere presenti nella città di Venezia.

Il mondo animale, reale e fantastico, ricopre da sempre un ruolo fondamentale nel percorso di (auto)conoscenza e (auto)rappresentazione dell’uomo. Il Medioevo e la prima Età moderna costituiscono un crocevia per l’interpretazione allegorica degli animali, per la loro osservazione scientifica e per le modalità di rappresentazione in arte. Trattando di scimmie, sirene, grifoni, leoni, grilli, falchi, vermi e fenici, il volume affronta con un approccio critico multidisciplinare il complesso linguaggio metaforico offerto dalla varietà dei modi nei quali gli animali erano teorizzati, visti, immaginati, raccontati e, soprattutto, raffigurati nella società e nella storia, dal Medioevo al Rinascimento, con un particolare riguardo alle opere presenti nella città di Venezia. Contributi nel volume: Stefano Riccioni, Introduzione. Per una rappresentazione dell’uomo in veste di animale; Francesca Cecchetto, Simia quam similis turpissima bestia nobis!; Craig Martin, Theories of Animals as Weather Signs in Renaissance Italy; Agostino Paravicini Bagliani, Dal papa-pavone al Papstesel. Figure di papi-animali nel Bestiario del papa; Francesco Zambon, Il verme e la fenice: gli animali come «simboli dissomiglianti» in Giovanni Scoto Eriugena; Arturo Carlo Quintavalle, Bestiario: parole e figure tra Riforma gregoriana e eresie; Silvia De Luca, Sul Bestiario di San Rufino ad Assisi. Storia e iconografia; Simona Moretti, La sirena nell'arte medievale: pulcherrima virgo?; Francesca Saccardo, Marmi scolpiti medievali con raffigurazione di animali dalla collezione Franchetti e dai depositi della Ca' d'Oro; Xavier Barral i Altet, Le lion protecteur de l’entrée et vecteur d’identité : à propos des lions remployés dans l’entrée gothique de la Corte Pisani à Venise (Leone: reimpiego e identità veneziana medievale. A proposito dei leoni d'ingresso in corte Pisani a Venezia); Giordana Trovabene, I grilli tra filosofia e tradizione: un inserto musivo nel pavimento medievale della chiesa dei Santi Maria e Donato a Murano; Stefano Riccioni, Il Bestiario liminale. La rappresentazione del mondo animale nei pavimenti musivi del Medioevo veneziano; Carlo Tosco, Animali, automi e bizzarrie nei giardini medievali; Fulvio Cervini, Belve di ferro. Un percorso nell'arte dell'armatura alla fine del medioevo; Daniele Ferrara, Oltre il Leone. Animali simbolici per i reggistendardi di Alessandro Leopardi in Piazza San Marco a Venezia; Augusto Gentili, Dall’albo di figurine all’illusione del dizionario: istruzioni per l’uso; Francesco Trentini, Etologia e metafora del mondo nella Sala a fogliami di Palazzo Grimani.

Animali figurati.Teoria e rappresentazione del mondo animale dal Medioevo all’Età moderna

stefano riccioni;luigi perissinotto
2019

Abstract

Il mondo animale, reale e fantastico, ricopre da sempre un ruolo fondamentale nel percorso di (auto)conoscenza e (auto)rappresentazione dell’uomo. Il Medioevo e la prima Età moderna costituiscono un crocevia per l’interpretazione allegorica degli animali, per la loro osservazione scientifica e per le modalità di rappresentazione in arte. Trattando di scimmie, sirene, grifoni, leoni, grilli, falchi, vermi e fenici, il volume affronta con un approccio critico multidisciplinare il complesso linguaggio metaforico offerto dalla varietà dei modi nei quali gli animali erano teorizzati, visti, immaginati, raccontati e, soprattutto, raffigurati nella società e nella storia tra Medioevo e Rinascimento, con un particolare riguardo alle opere presenti nella città di Venezia.
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