Fin dal ritorno del “re proprio”, nel 1734, il commercio dei grani rappresentò, per il Regno di Napoli, il campo di prova privilegiato dei tentativi di riforma. Ripetutamente, il governo napoletano tentò di allentare i vincoli che attiravano nella capitale una porzione giudicata eccessiva del grano prodotto nelle province del regno, per facilitare le esportazioni. In questo senso, il regno si inseriva in un più generale dibattito europeo sul mercato dei grani in cui la nuova economia politica, soprattutto di origine francese, giocava un ruolo di primo piano con i suoi inviti a laisser faire, laisser passer. Michel Foucault, nel suo corso al Collège de France del 1976, ha ripetutamente insistito sull’evoluzione della police des bleds in regolazione di flussi, come luogo esemplare dell’emergere della “governamentalità” liberale nel corso del XVIII secolo. L’innovazione portata dalla nuova economia politica si accompagnò, secondo Foucault, a una nuova concezione statistica dell’aleatorietà dei fenomeni e sul mercato, individuato come luogo di verità. Questo contributo indaga l'emergere degli strumenti di conoscenza delle produzioni e dei flussi mercantili nel contesto del riformismo borbonico. Il caso napoletano è stato spesso letto opponendo una cultura economica avanzatissima, rappresentata da Antonio Genovesi, Ferdinando Galiani e dai loro allievi, ad un’amministrazione incapace di farsi strumento di conoscenza, prigioniera allo stesso tempo, per riprendere la celebre definizione che ne diede Melchiorre Gioia, dello “spirito fiscale” e degli interessi costituiti . E proprio la questione dei grani riassumerebbe tale fallimento dell’amministrazione, reso manifesto dalla grande carestia del 1764. In realtà, la questione della conoscenza, della base informativa della decisione, è cruciale per cogliere il rapporto fra cultura economica e capacità amministrativa, per comprendere la “performatività” delle idee economiche e individuare gli strumenti a disposizione dei governi napoletani del XVIII secolo per trasformare in concreti dispositivi le idee dell’economisti politici . In che modo era possibile trasformare la “polizia dei grani” e liberalizzare il commercio granario?

‘Numeri falsi e numeri errati: le basi informative della politica granaria a Napoli nella seconda metà del secolo XVIII’

Federico D'Onofrio
2019

Abstract

Fin dal ritorno del “re proprio”, nel 1734, il commercio dei grani rappresentò, per il Regno di Napoli, il campo di prova privilegiato dei tentativi di riforma. Ripetutamente, il governo napoletano tentò di allentare i vincoli che attiravano nella capitale una porzione giudicata eccessiva del grano prodotto nelle province del regno, per facilitare le esportazioni. In questo senso, il regno si inseriva in un più generale dibattito europeo sul mercato dei grani in cui la nuova economia politica, soprattutto di origine francese, giocava un ruolo di primo piano con i suoi inviti a laisser faire, laisser passer. Michel Foucault, nel suo corso al Collège de France del 1976, ha ripetutamente insistito sull’evoluzione della police des bleds in regolazione di flussi, come luogo esemplare dell’emergere della “governamentalità” liberale nel corso del XVIII secolo. L’innovazione portata dalla nuova economia politica si accompagnò, secondo Foucault, a una nuova concezione statistica dell’aleatorietà dei fenomeni e sul mercato, individuato come luogo di verità. Questo contributo indaga l'emergere degli strumenti di conoscenza delle produzioni e dei flussi mercantili nel contesto del riformismo borbonico. Il caso napoletano è stato spesso letto opponendo una cultura economica avanzatissima, rappresentata da Antonio Genovesi, Ferdinando Galiani e dai loro allievi, ad un’amministrazione incapace di farsi strumento di conoscenza, prigioniera allo stesso tempo, per riprendere la celebre definizione che ne diede Melchiorre Gioia, dello “spirito fiscale” e degli interessi costituiti . E proprio la questione dei grani riassumerebbe tale fallimento dell’amministrazione, reso manifesto dalla grande carestia del 1764. In realtà, la questione della conoscenza, della base informativa della decisione, è cruciale per cogliere il rapporto fra cultura economica e capacità amministrativa, per comprendere la “performatività” delle idee economiche e individuare gli strumenti a disposizione dei governi napoletani del XVIII secolo per trasformare in concreti dispositivi le idee dell’economisti politici . In che modo era possibile trasformare la “polizia dei grani” e liberalizzare il commercio granario?
La polizia de' grani: Mercati, regole e crisi di sussistenza nelle economie di Antico Regime
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