L’articolo ha come focus l’impatto dell’Antico Testamento sulla letteratura del modernismo russo e si propone di contribuire a definire quale sia il repertorio di motivi e temi della Bibbia ebraica presenti in essa e come avvenga il processo della loro trasformazione e appropriazione letteraria in questo periodo cruciale per la storia della cultura artistico-letteraria russa. Esso si compone di una premessa, che accenna in breve alla dimensione diacronica del problema in area russa (con elementi di confronto con altre letterature europee), e di una seconda parte dedicata alla figura di Caino come tema letterario. Ampiamente presente nell’immaginario letterario dell’Ottocento europeo in chiave “decristianizzata” come simbolo della ribellione contro l’autorità costituita (trasformazione inammissibile nella Russia dello stesso periodo), questa figura biblica all’inizio del Novecento è al centro di alcune importanti opere in diverse letterature. Se in Russia, nell’Ottocento, non era avvenuta alcuna “rivalutazione” di Caino, nei primi decenni del secolo successivo si registrano in pratica tutte le interpretazioni che questo personaggio aveva avuto nella cultura europea precedente: una serie di autori utilizza – in modo più o meno esteso – l’immagine di Caino nelle proprie opere, seppur connessa sostanzialmente alla prospettiva tradizionale che lo descrive come archetipo del male.

Per una mappa delle presenze veterotestamentarie nella letteratura del modernismo russo: Caino

Daniela Rizzi
2019

Abstract

L’articolo ha come focus l’impatto dell’Antico Testamento sulla letteratura del modernismo russo e si propone di contribuire a definire quale sia il repertorio di motivi e temi della Bibbia ebraica presenti in essa e come avvenga il processo della loro trasformazione e appropriazione letteraria in questo periodo cruciale per la storia della cultura artistico-letteraria russa. Esso si compone di una premessa, che accenna in breve alla dimensione diacronica del problema in area russa (con elementi di confronto con altre letterature europee), e di una seconda parte dedicata alla figura di Caino come tema letterario. Ampiamente presente nell’immaginario letterario dell’Ottocento europeo in chiave “decristianizzata” come simbolo della ribellione contro l’autorità costituita (trasformazione inammissibile nella Russia dello stesso periodo), questa figura biblica all’inizio del Novecento è al centro di alcune importanti opere in diverse letterature. Se in Russia, nell’Ottocento, non era avvenuta alcuna “rivalutazione” di Caino, nei primi decenni del secolo successivo si registrano in pratica tutte le interpretazioni che questo personaggio aveva avuto nella cultura europea precedente: una serie di autori utilizza – in modo più o meno esteso – l’immagine di Caino nelle proprie opere, seppur connessa sostanzialmente alla prospettiva tradizionale che lo descrive come archetipo del male.
Per Aleksander Naumow. Studi in suo onore
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