Si è cominciato a studiare la filosofia italiana della seconda metà del XX secolo da nuovi punti di vista, emancipandosi dalle ricostruzioni dei protagonisti nelle quali vibrava, comprensibilmente, una forte nota di carattere autobiografico. Questo lavoro – che ha già dato notevoli risultati, dissolvendo miti storiografici assai resistenti – è stato reso possibile, oltre che dall’accrescersi della distanza storica, dalla possibilità di disporre di nuovi documenti, sia pubblici che privati. Fra questi ultimi spiccano i carteggi che permettono in molti casi di vedere cosa si agitava dietro le quinte delle discussioni e dei rapporti pubblici, consentendo di individuare la genesi complessa, talvolta tormentata, di lavori che oggi ci appaiono nella veste di classici, quasi estranei al tempo in cui nacquero e in cui vollero invece collocarsi anche come momenti di una battaglia filosofica e culturale, di cui oggi si sono perse le tracce. Il carteggio tra Eugenio Garin e Ugo Spirito è, in questo senso, uno strumento prezioso e indispensabile per la capacità che ha di gettare luce su una lunga, intensa stagione della cultura filosofica italiana attraverso le lettere di due dei suoi principali protagonisti.

Eugenio Garin - Ugo Spirito, Carteggio. 1942-1978

Michele Lodone
2014

Abstract

Si è cominciato a studiare la filosofia italiana della seconda metà del XX secolo da nuovi punti di vista, emancipandosi dalle ricostruzioni dei protagonisti nelle quali vibrava, comprensibilmente, una forte nota di carattere autobiografico. Questo lavoro – che ha già dato notevoli risultati, dissolvendo miti storiografici assai resistenti – è stato reso possibile, oltre che dall’accrescersi della distanza storica, dalla possibilità di disporre di nuovi documenti, sia pubblici che privati. Fra questi ultimi spiccano i carteggi che permettono in molti casi di vedere cosa si agitava dietro le quinte delle discussioni e dei rapporti pubblici, consentendo di individuare la genesi complessa, talvolta tormentata, di lavori che oggi ci appaiono nella veste di classici, quasi estranei al tempo in cui nacquero e in cui vollero invece collocarsi anche come momenti di una battaglia filosofica e culturale, di cui oggi si sono perse le tracce. Il carteggio tra Eugenio Garin e Ugo Spirito è, in questo senso, uno strumento prezioso e indispensabile per la capacità che ha di gettare luce su una lunga, intensa stagione della cultura filosofica italiana attraverso le lettere di due dei suoi principali protagonisti.
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