Valentina Sapienza, L’Arte dei pittori a Venezia tra Quattro e Cinquecento: una comunità? Alla ricerca di un’identità tra pratiche di mestiere e apprendistato La Fraglia dei pittori di Venezia può considerarsi una comunità nei termini in cui il concetto è stato teorizzato dalla nascente sociologia alla fine dell’Ottocento. La corporazione esisteva già nella seconda metà del XIII secolo e si dota dei primi statuti nel 1271. Esaminando attentamente il Capitolare antico sembra chiaro che questa «comunità» nasce con l’intento primo di raggruppare artigiani che lavorano prevalentemente il cuoio e il legno e che presentano come tratto comune l’uso del colore e del pennello. Nella Mariegola del 1436, la pittura si fa strada piano insieme a molte altre specializzazioni. La diversificazione di competenze dei gruppi artistici e artigianali della Fraglia e l’esigenza di rappresentare gli interessi del propria professione fa emergere inevitabilmente contrasti sempre più importanti che sfoceranno nella separazione dei pittori dagli altri corpi di mestiere e nella creazione del celebre Collegio (1682). che la pittura abbia sempre avuto un’identità à sé stante rispetto ad altre professioni della Fraglia sembra confermato anche dalle recenti indagini sull’appredistato: i garzoni pittori sono di norma veneziani e, a dispetto di quelli di altri mestieri del sodalizio, non percepiscono alcun salario. la pittura viene così a qualificarsi come una sorta di aristocrazia della Fraglia, in cui il garzone non rappresenta un buon investimento per il maestro – non deve considerarsi cioè forza-lavoro a basso costo – e l’apprendistato ha una natura autenticamente formativa. The Guild of Painters in Venice between the fifteenth and sixteenth centuries: a community? In search of an identity between craft practices and apprenticeship May the Fraglia of painters in Venice be considered a community in the terms in which the concept was theorised by nascent sociology at the end of the nineteenth century? The guild already existed in the second half of the thirteenth century and adopted its first statutes in 1271. it seems clear from a careful examination of the ancient chapter that this ‘community’ arose with the primary goal of bringing together craftsmen who mainly worked with leather and wood and whose common characteristic was the use of paint and brush. in the Mariegola of 1436, painting advanced slowly along with many other specialisations. The diversification of skills among the artistic and craft groups in the Fraglia and the need to represent the interests of their own profession inevitably brought about increasingly important differences, which resulted in the separation of the painters from the other craft bodies and in the creation of the famous Collegio (1682). That painting always had an identity of its own compared to the other professions of the Fraglia seems also confirmed by recent studies of the apprenticeship: the painter ‘boys’ were normally Venetian and, unlike those of other trades in the brotherhood, did not receive any salary. Painting thus began to be qualified as a kind of aristocracy of the Fraglia, in which the ‘boy’ did not represent a good investment for the master – so should not be considered cheap labour – and the apprenticeship was of a genuinely educational nature.

L'arte dei Pittori a Venezia tra Quattro e Cinquecento: una comunità? Alla ricerca di un’identità tra pratiche di mestiere e apprendistato

Valentina Sapienza
2018

Abstract

Valentina Sapienza, L’Arte dei pittori a Venezia tra Quattro e Cinquecento: una comunità? Alla ricerca di un’identità tra pratiche di mestiere e apprendistato La Fraglia dei pittori di Venezia può considerarsi una comunità nei termini in cui il concetto è stato teorizzato dalla nascente sociologia alla fine dell’Ottocento. La corporazione esisteva già nella seconda metà del XIII secolo e si dota dei primi statuti nel 1271. Esaminando attentamente il Capitolare antico sembra chiaro che questa «comunità» nasce con l’intento primo di raggruppare artigiani che lavorano prevalentemente il cuoio e il legno e che presentano come tratto comune l’uso del colore e del pennello. Nella Mariegola del 1436, la pittura si fa strada piano insieme a molte altre specializzazioni. La diversificazione di competenze dei gruppi artistici e artigianali della Fraglia e l’esigenza di rappresentare gli interessi del propria professione fa emergere inevitabilmente contrasti sempre più importanti che sfoceranno nella separazione dei pittori dagli altri corpi di mestiere e nella creazione del celebre Collegio (1682). che la pittura abbia sempre avuto un’identità à sé stante rispetto ad altre professioni della Fraglia sembra confermato anche dalle recenti indagini sull’appredistato: i garzoni pittori sono di norma veneziani e, a dispetto di quelli di altri mestieri del sodalizio, non percepiscono alcun salario. la pittura viene così a qualificarsi come una sorta di aristocrazia della Fraglia, in cui il garzone non rappresenta un buon investimento per il maestro – non deve considerarsi cioè forza-lavoro a basso costo – e l’apprendistato ha una natura autenticamente formativa. The Guild of Painters in Venice between the fifteenth and sixteenth centuries: a community? In search of an identity between craft practices and apprenticeship May the Fraglia of painters in Venice be considered a community in the terms in which the concept was theorised by nascent sociology at the end of the nineteenth century? The guild already existed in the second half of the thirteenth century and adopted its first statutes in 1271. it seems clear from a careful examination of the ancient chapter that this ‘community’ arose with the primary goal of bringing together craftsmen who mainly worked with leather and wood and whose common characteristic was the use of paint and brush. in the Mariegola of 1436, painting advanced slowly along with many other specialisations. The diversification of skills among the artistic and craft groups in the Fraglia and the need to represent the interests of their own profession inevitably brought about increasingly important differences, which resulted in the separation of the painters from the other craft bodies and in the creation of the famous Collegio (1682). That painting always had an identity of its own compared to the other professions of the Fraglia seems also confirmed by recent studies of the apprenticeship: the painter ‘boys’ were normally Venetian and, unlike those of other trades in the brotherhood, did not receive any salary. Painting thus began to be qualified as a kind of aristocracy of the Fraglia, in which the ‘boy’ did not represent a good investment for the master – so should not be considered cheap labour – and the apprenticeship was of a genuinely educational nature.
Comunità e società nel Commonwealth veneziano
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