Come ricorda Piergiuseppe Scardigli nella sintetica ma informa ti va introduzione al Canzoniere eddico: «[o]gni genere di poesia presuppone determinate scelte formali». L’affermazione assai op portu namente richiama l’importanza di prendere in esame anche gli aspetti metrici per poter dare conto del ‘senso globale’ di un testo poetico (Coseriu 1997, per esempio p. 95). Ogni testo si presenta, infatti, come una struttura aperta, che necessita di «movimenti cooperativi attivi e coscienti» (Eco 1979, 51) da parte del fruitore. La costruzione del senso testuale può portare infatti a esiti diversi, dipendendo in larga misura dall’utente e dal contesto di fruizione. Tuttavia, che un testo permetta diverse interpretazioni non significa che le ammetta tutte; normalmente il fruitore vi rintraccia infatti una struttura semantica complessiva e condivisa, senza la quale la comunicazione sarebbe impedita o quantomeno gravemente danneggiata (cf. van Dijk 1977). Il testo è dunque, al contempo, anche una struttura chiusa, con un’unità semantica espressa da isotopie, cioè elementi semantici ripetuti rispetto ai quali il lettore vede confermate o smentite le sue ipotesi interpretative. Tra tali isotopie, per i testi poetici non vanno trascurati gli aspetti metrico-formali, che risultano invece spesso esclusi dalle trattazioni critiche.

Le elegie anglosassoni tra metrica ed ermeneutica: alcuni spunti interpretativi

Marina Buzzoni
2018-01-01

Abstract

Come ricorda Piergiuseppe Scardigli nella sintetica ma informa ti va introduzione al Canzoniere eddico: «[o]gni genere di poesia presuppone determinate scelte formali». L’affermazione assai op portu namente richiama l’importanza di prendere in esame anche gli aspetti metrici per poter dare conto del ‘senso globale’ di un testo poetico (Coseriu 1997, per esempio p. 95). Ogni testo si presenta, infatti, come una struttura aperta, che necessita di «movimenti cooperativi attivi e coscienti» (Eco 1979, 51) da parte del fruitore. La costruzione del senso testuale può portare infatti a esiti diversi, dipendendo in larga misura dall’utente e dal contesto di fruizione. Tuttavia, che un testo permetta diverse interpretazioni non significa che le ammetta tutte; normalmente il fruitore vi rintraccia infatti una struttura semantica complessiva e condivisa, senza la quale la comunicazione sarebbe impedita o quantomeno gravemente danneggiata (cf. van Dijk 1977). Il testo è dunque, al contempo, anche una struttura chiusa, con un’unità semantica espressa da isotopie, cioè elementi semantici ripetuti rispetto ai quali il lettore vede confermate o smentite le sue ipotesi interpretative. Tra tali isotopie, per i testi poetici non vanno trascurati gli aspetti metrico-formali, che risultano invece spesso esclusi dalle trattazioni critiche.
Lettura del Codex Exoniensis: Le elegie anglosassoni
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