Il ms. 526 della Biblioteca Riccardiana di Firenze, contenente le Tragedie di Seneca, è stato trascritto intorno alla prima metà del Quattrocento dal frottolista e copista milanese Bartolomeo Sachella (ca. 1380-1450), collaboratore di Guiniforte Barzizza nell'allestimento di manoscritti. L'esame autoptico del codice, che presenta uno stemma dilavato recante ai lati destro e sinistro le iniziali "GI" "OL" e mai finora attribuito, ha permesso di rilevare tracce che riconducono alla famiglia di origine valenziana degli Olzina. Nell'articolo è discussa la plausibile motivazione per la quale il manoscritto sarebbe appartenuto a Giovanni Olzina, uno dei più intimi consiglieri del re aragonese Alfonso il Magnanimo.

Il ms. 526 della Biblioteca Riccardiana di Firenze tra Bartolomeo Sachella e Giovanni Olzina?

Refe, Laura
2018-01-01

Abstract

Il ms. 526 della Biblioteca Riccardiana di Firenze, contenente le Tragedie di Seneca, è stato trascritto intorno alla prima metà del Quattrocento dal frottolista e copista milanese Bartolomeo Sachella (ca. 1380-1450), collaboratore di Guiniforte Barzizza nell'allestimento di manoscritti. L'esame autoptico del codice, che presenta uno stemma dilavato recante ai lati destro e sinistro le iniziali "GI" "OL" e mai finora attribuito, ha permesso di rilevare tracce che riconducono alla famiglia di origine valenziana degli Olzina. Nell'articolo è discussa la plausibile motivazione per la quale il manoscritto sarebbe appartenuto a Giovanni Olzina, uno dei più intimi consiglieri del re aragonese Alfonso il Magnanimo.
Storie di libri e tradizioni manoscritte dall'antichità al Rinascimento. In memoria di Alessandro Daneloni
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