“L’uomo dovrebbe vivere nella città che gli somiglia”, scrive Neri Pozza nella nota Autobiografica redatta per una sua mostra antologica: per questo rimane a Vicenza nella “casa sul fiume, col ponte di pietra che lo scavalca, a guardare il giardinetto dei Serafini” e poco prima di notte gli pare che “il mondo non possa avere bellezze più alte e misteri più intimi; né che girare regioni sconosciute possa eccitare la fantasia in modo più segreto e profondo” (Pozza 1981, p. 81). Il legame con questa “bellissima città” è tra le cose che più gli “premono” e il legato di dipinti proveniente dalla collezione appartenuta a lui e alla moglie Lea Quaretti, oltre che di un’ampia parte del suo corpus incisorio e delle sue sculture, sancisce questa dichiarazione d’amore.
“Una città per la vita”. La collezione di Neri Pozza e Lea Quaretti al Museo Civico di Palazzo Chiericati
portinari
2018
Abstract
“L’uomo dovrebbe vivere nella città che gli somiglia”, scrive Neri Pozza nella nota Autobiografica redatta per una sua mostra antologica: per questo rimane a Vicenza nella “casa sul fiume, col ponte di pietra che lo scavalca, a guardare il giardinetto dei Serafini” e poco prima di notte gli pare che “il mondo non possa avere bellezze più alte e misteri più intimi; né che girare regioni sconosciute possa eccitare la fantasia in modo più segreto e profondo” (Pozza 1981, p. 81). Il legame con questa “bellissima città” è tra le cose che più gli “premono” e il legato di dipinti proveniente dalla collezione appartenuta a lui e alla moglie Lea Quaretti, oltre che di un’ampia parte del suo corpus incisorio e delle sue sculture, sancisce questa dichiarazione d’amore.| File | Dimensione | Formato | |
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