Throughout his career Filippo Juvarra was often required to carry out the theme of royal palace, since 1705 when he won the first prize in the first class of the Concorso Clementino. Engaged by Victor Amadeus II of Savoy with a sample of his ability in making a «disegno a più idee» for the royal palace of Messina (1714), in Turin Juvarra becomes the sole director of an ambitious plan of renovation based on the modernization of court residences to create an image of prestige appropriate to the rank of kingdom acquired after Utrecht. The monumental transformation of Rivoli Castle (since 1715) and the magnificent staircase of Palazzo Madama (1718-1721) represent central episodes of a reflection that comes to the planning of the new royal palace of Madrid for Philip V of Bourbon (1735). The series of royal residences designed by Juvarra is analyzed through the ceremonial device that articulates in a precise spatial sequence atrium and staircase to reach the state apartments. This survey requires a comparison with models of a consolidated tradition in aristocratic and princely palaces, in order to comprehend the quality and the novelty of Juvarrian interpretation, by reflecting on the connection between typology, function and etiquette.

Filippo Juvarra si misura più volte con il tema del palazzo reale, sin dal Concorso Clementino del 1705. Arruolato alla corte di Vittorio Amedeo II di Savoia con un saggio delle sue capacità nell’approntare un «disegno a più idee» per il palazzo reale di Messina nel 1714, a Torino Juvarra diventa il regista unico di un ambizioso piano di rinnovamento che investe sul rimodernamento delle residenze di corte per costruire un’immagine di prestigio commisurata al rango di regno acquisito dopo Utrecht. La monumentale trasformazione del castello di Rivoli (dal 1715) e la grandiosa scalinata di Palazzo Madama (1718-1721) rappresentano episodi centrali di una riflessione che perviene nel 1735 alla progettazione del nuovo palazzo reale di Madrid per Filippo V di Borbone. Chiave di lettura della serie dei progetti di Juvarra per residenze reali è l’analisi del dispositivo cerimoniale che articola in una precisa sequenza spaziale atrio e scalone per approdare al salone d’onore e alle stanze di rappresentanza. L’indagine sollecita il confronto con modelli di una tradizione consolidata nell’edilizia delle residenze nobiliari e principesche, per esprimersi sulla qualità e novità dell’interpretazione juvarriana, riflettendo sul legame che la tipologia e la funzione di questi ambienti di rappresentanza mantengono con l’etichetta della società di corte.

Costruire e rappresentare la maestà del sovrano. Atri, scaloni e saloni nei progetti di Filippo Juvarra per residenze reali

CATERINO, ROBERTO
2016

Abstract

Filippo Juvarra si misura più volte con il tema del palazzo reale, sin dal Concorso Clementino del 1705. Arruolato alla corte di Vittorio Amedeo II di Savoia con un saggio delle sue capacità nell’approntare un «disegno a più idee» per il palazzo reale di Messina nel 1714, a Torino Juvarra diventa il regista unico di un ambizioso piano di rinnovamento che investe sul rimodernamento delle residenze di corte per costruire un’immagine di prestigio commisurata al rango di regno acquisito dopo Utrecht. La monumentale trasformazione del castello di Rivoli (dal 1715) e la grandiosa scalinata di Palazzo Madama (1718-1721) rappresentano episodi centrali di una riflessione che perviene nel 1735 alla progettazione del nuovo palazzo reale di Madrid per Filippo V di Borbone. Chiave di lettura della serie dei progetti di Juvarra per residenze reali è l’analisi del dispositivo cerimoniale che articola in una precisa sequenza spaziale atrio e scalone per approdare al salone d’onore e alle stanze di rappresentanza. L’indagine sollecita il confronto con modelli di una tradizione consolidata nell’edilizia delle residenze nobiliari e principesche, per esprimersi sulla qualità e novità dell’interpretazione juvarriana, riflettendo sul legame che la tipologia e la funzione di questi ambienti di rappresentanza mantengono con l’etichetta della società di corte.
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