Il saggio intende verificare se esistesse una relazione diretta tra il prestigio di cui eremi e cenobi godettero nel periodo considerato e la loro percezione da parte del laicato come efficaci canali di mobilità. Si parte dall’ipotesi che, per tutto il periodo considerato, la mutevole benevolenza dei laici verso le diverse familiae monastiche fosse motivata anche dal desiderio di collegare, in modo strumentale, alle loro comunità i tentativi di ascesa sociale dei propri gruppi parentali, per giungere a individuare un riflesso di tale relazione nelle fasi alterne di fioritura-crisi-riforma delle diverse forme di vita monastica: nella netta preferenza accordata dapprima ai cluniacensi e cistercensi, poi, nel Trecento e nel Quattrocento, ai certosini, ai camaldolesi, agli olivetani. È emerso che il monachesimo medievale non fu quasi mai alla base di vere e proprie vicende di promozione di gruppi famigliari; in alcuni casi favorì una mobilità individuale molto articolata nelle forme, ma circoscritta, che poteva eventualmente estendersi a non più di una o due generazioni della medesima famiglia.

Monachesimi e mobilità tra XI e XV secolo

RAPETTI, Anna Maria
2017

Abstract

Il saggio intende verificare se esistesse una relazione diretta tra il prestigio di cui eremi e cenobi godettero nel periodo considerato e la loro percezione da parte del laicato come efficaci canali di mobilità. Si parte dall’ipotesi che, per tutto il periodo considerato, la mutevole benevolenza dei laici verso le diverse familiae monastiche fosse motivata anche dal desiderio di collegare, in modo strumentale, alle loro comunità i tentativi di ascesa sociale dei propri gruppi parentali, per giungere a individuare un riflesso di tale relazione nelle fasi alterne di fioritura-crisi-riforma delle diverse forme di vita monastica: nella netta preferenza accordata dapprima ai cluniacensi e cistercensi, poi, nel Trecento e nel Quattrocento, ai certosini, ai camaldolesi, agli olivetani. È emerso che il monachesimo medievale non fu quasi mai alla base di vere e proprie vicende di promozione di gruppi famigliari; in alcuni casi favorì una mobilità individuale molto articolata nelle forme, ma circoscritta, che poteva eventualmente estendersi a non più di una o due generazioni della medesima famiglia.
La mobilità sociale nel Medioevo italiano. 3. Il mondo ecclesiastico (secoli XII-XV)
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