Il saggio affronta la storia di un manoscritto celebre, l’originale in parte autografo del libro lirico forse più importante della storia d’Europa. Molte tappe di questa storia erano venute alla luce da studi archivistici del ‘900. Altre erano ignote. Anche la storia della biblioteca del Petrarca , nell’atto della sua dispersione non è stata scritta. Il saggio si propone di ricostruire questa storia sino al ‘900, illuminandone alcuni aspetti ignoti, a cominciare da quando questo manoscritto era sullo scrittoio del Petrarca per gli ultimi ritocchi. Si dimostra che allora il manoscritto fu dato a copiare ad amanuensi per copie privilegiate. E che prima che Petrarca finisse di mettervi l’ultima mano, queste copie uscirono dal suo scrittoio e una arrivò nel circolo degli allievi fiorentini vicino al Salutati. Aprono nuove vie di ricerca su questo punto i sondaggi sui primi codici trecenteschi ed in particolare sul codice Laur. XLI, 10. Quanto alla fortuna del testo un esempio curioso della vicenda quattrocentesca è ricavato dal codice Montpellier, Faculté de Medicine H 198, fatto allestire da Federico di Montefeltro e da i suoi rapporti con il primo incunabolo padovano che ne trasse copia, l’edizione stampata da Bartolomeo Valdezoco (curata in anastatica dall’autore del saggio)

Nota sulla storia del Vat. Lat. 3195

BELLONI PERESSUTTI, Gino
2004-01-01

Abstract

Il saggio affronta la storia di un manoscritto celebre, l’originale in parte autografo del libro lirico forse più importante della storia d’Europa. Molte tappe di questa storia erano venute alla luce da studi archivistici del ‘900. Altre erano ignote. Anche la storia della biblioteca del Petrarca , nell’atto della sua dispersione non è stata scritta. Il saggio si propone di ricostruire questa storia sino al ‘900, illuminandone alcuni aspetti ignoti, a cominciare da quando questo manoscritto era sullo scrittoio del Petrarca per gli ultimi ritocchi. Si dimostra che allora il manoscritto fu dato a copiare ad amanuensi per copie privilegiate. E che prima che Petrarca finisse di mettervi l’ultima mano, queste copie uscirono dal suo scrittoio e una arrivò nel circolo degli allievi fiorentini vicino al Salutati. Aprono nuove vie di ricerca su questo punto i sondaggi sui primi codici trecenteschi ed in particolare sul codice Laur. XLI, 10. Quanto alla fortuna del testo un esempio curioso della vicenda quattrocentesca è ricavato dal codice Montpellier, Faculté de Medicine H 198, fatto allestire da Federico di Montefeltro e da i suoi rapporti con il primo incunabolo padovano che ne trasse copia, l’edizione stampata da Bartolomeo Valdezoco (curata in anastatica dall’autore del saggio)
2004
Reum vulgarium fragmenta. Codice Vat. Lat. 3195. Commentario all'edizione in facsimile
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