Benedetto Bucella ha lasciato scarsa traccia di sé come letterato, potendosi attribuire al suo nome soltanto due testi a stampa. Quello esaminato nel contributo, una silloge di rime in veneziano pubblicata nel tardo Cinquecento, costituisce un esempio di letteratura dialettale significativo sia per la scelta linguistica, che essendo il Bucella un padovano privilegia l'idioma della Dominante Venezia, sia per le finalità che si propone, dichiarando l'autore di aver voluto riscattare il veneziano dall'impiego becero delle rime giocose e scurrili per rivestire di esso contenuti viceversa morali. L'analisi della raccolta di rime veneziane del Bucella evidenzia un dialogo costante, ma volutamente dissimulato, con i principali filoni della tradizione letteraria in lingua veneziana quali erano venuti consolidandosi nel corso del XVI secolo Cinquecento. Polemizzando con essi, Bucella riplasma le formule convenzionali su schemi riconducibili all'omiletica controriformistica e ad altre espressioni catechistiche proprie del periodo. Per tali caratteristiche, la silloge si evidenzia come un unicum nel panorama dei testi rinascimentali in veneziano.

Dal diletto all'utile: le rime "in natia lingua vinetiana" di Benedetto Bucella

DRUSI, Riccardo
2007-01-01

Abstract

Benedetto Bucella ha lasciato scarsa traccia di sé come letterato, potendosi attribuire al suo nome soltanto due testi a stampa. Quello esaminato nel contributo, una silloge di rime in veneziano pubblicata nel tardo Cinquecento, costituisce un esempio di letteratura dialettale significativo sia per la scelta linguistica, che essendo il Bucella un padovano privilegia l'idioma della Dominante Venezia, sia per le finalità che si propone, dichiarando l'autore di aver voluto riscattare il veneziano dall'impiego becero delle rime giocose e scurrili per rivestire di esso contenuti viceversa morali. L'analisi della raccolta di rime veneziane del Bucella evidenzia un dialogo costante, ma volutamente dissimulato, con i principali filoni della tradizione letteraria in lingua veneziana quali erano venuti consolidandosi nel corso del XVI secolo Cinquecento. Polemizzando con essi, Bucella riplasma le formule convenzionali su schemi riconducibili all'omiletica controriformistica e ad altre espressioni catechistiche proprie del periodo. Per tali caratteristiche, la silloge si evidenzia come un unicum nel panorama dei testi rinascimentali in veneziano.
Instabilità e metamorfosi dei generi nella letteratura barocca
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