Per gli ebrei della diaspora, nei secoli dell’età moderna Venezia costituì un vitale centro economico e culturale. Non mancano così gli studi sulla presenza ebraica nella città lagunare ai tempi della Repubblica ; e neppure le indagini sugli aspetti demografici . Quest’ultime, tuttavia, si muovono spesso su terreni incerti, poiché i dati disponibili sono tutt’altro che numerosi e affidabili. Questo contributo si propone un duplice scopo: in primo luogo, quello di riesaminare il trend di lungo periodo degli abitanti del ghetto di Venezia tra Cinque e Settecento; in secondo luogo, quello di analizzare i dati di movimento disponibili, avanzando alcune ipotesi circa i comportamenti demografici di questa popolazione. Entrambi i problemi si inseriscono all’interno di ampi dibattiti storico-demografici. Per quanto riguarda la consistenza numerica dei residenti nel ghetto veneziano tra 1516 (anno in cui furono alzate le sue porte) e 1797 (anno in cui vennero abbattute dalle truppe napoleoniche), la questione verte principalmente intorno al livello raggiunto a metà Seicento. Per i decenni centrali del XVII secolo, infatti, ci si trova di fronte a un affollamento di cifre tra loro assai discordanti, fra le quali si possono riconoscere due “famiglie di dati”: una che si assesta sulle 4.000/6.000 unità e una che si aggira intorno alle 2.500/3.000 persone. Alla luce di una revisione critica dei dati disponibili e di documenti nuovamente reperiti, si dimostra qui che solo la seconda di queste due “famiglie” è credibile . Per quanto riguarda invece i comportamenti demografici degli abitanti del ghetto di Venezia in età moderna, una prima analisi dei dati di movimento disponibili suggerisce che la fine del ciclo secolare della peste abbia avuto sulla popolazione del ghetto effetti di lungo periodo nettamente diversi rispetto a quelli prodotti sul sistema demografico cittadino. Tra Seicento e Settecento, la fecondità totale nel ghetto continua infatti a oscillare su livelli decisamente ridotti per l’epoca, mentre i tassi di mortalità infantile si abbassano notevolmente, al contrario di quanto accade per la popolazione di Venezia nel suo complesso. Si prendono qui in esame alcune ipotesi di interpretazione del fenomeno, ma questa constatazione apre anche nuove prospettive di ricerca, che dovranno valutare le variabili in gioco e possibilmente acquisire misure più precise a partire dai dati esistenti.

Gli abitanti del ghetto di Venezia in età moderna: dati e ipotesi

FAVERO, Giovanni;
2004

Abstract

Per gli ebrei della diaspora, nei secoli dell’età moderna Venezia costituì un vitale centro economico e culturale. Non mancano così gli studi sulla presenza ebraica nella città lagunare ai tempi della Repubblica ; e neppure le indagini sugli aspetti demografici . Quest’ultime, tuttavia, si muovono spesso su terreni incerti, poiché i dati disponibili sono tutt’altro che numerosi e affidabili. Questo contributo si propone un duplice scopo: in primo luogo, quello di riesaminare il trend di lungo periodo degli abitanti del ghetto di Venezia tra Cinque e Settecento; in secondo luogo, quello di analizzare i dati di movimento disponibili, avanzando alcune ipotesi circa i comportamenti demografici di questa popolazione. Entrambi i problemi si inseriscono all’interno di ampi dibattiti storico-demografici. Per quanto riguarda la consistenza numerica dei residenti nel ghetto veneziano tra 1516 (anno in cui furono alzate le sue porte) e 1797 (anno in cui vennero abbattute dalle truppe napoleoniche), la questione verte principalmente intorno al livello raggiunto a metà Seicento. Per i decenni centrali del XVII secolo, infatti, ci si trova di fronte a un affollamento di cifre tra loro assai discordanti, fra le quali si possono riconoscere due “famiglie di dati”: una che si assesta sulle 4.000/6.000 unità e una che si aggira intorno alle 2.500/3.000 persone. Alla luce di una revisione critica dei dati disponibili e di documenti nuovamente reperiti, si dimostra qui che solo la seconda di queste due “famiglie” è credibile . Per quanto riguarda invece i comportamenti demografici degli abitanti del ghetto di Venezia in età moderna, una prima analisi dei dati di movimento disponibili suggerisce che la fine del ciclo secolare della peste abbia avuto sulla popolazione del ghetto effetti di lungo periodo nettamente diversi rispetto a quelli prodotti sul sistema demografico cittadino. Tra Seicento e Settecento, la fecondità totale nel ghetto continua infatti a oscillare su livelli decisamente ridotti per l’epoca, mentre i tassi di mortalità infantile si abbassano notevolmente, al contrario di quanto accade per la popolazione di Venezia nel suo complesso. Si prendono qui in esame alcune ipotesi di interpretazione del fenomeno, ma questa constatazione apre anche nuove prospettive di ricerca, che dovranno valutare le variabili in gioco e possibilmente acquisire misure più precise a partire dai dati esistenti.
Ebrei: demografia e storia
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